14.8.14

Coventry, e che ci vai a fare?

A Coventry?
E che ci andate a fare?

È la domanda che tutti ci fanno, ma noi siamo speranzose.
Coventry non era nei nostri piani, ma ci vive Fuen, sorella di Victoria, mia ex alunna ed amica di Murcia.
Fuen vede una mia foto su facebook, commenta, scopro quindi che è in Inghilterra e che ha giusto due divani in cerca di belle addormentate.

Arriviamo a Coventry di sera tardi, in un pullman vuoto e buio pesto, perché chi ci viene da queste parti? Ma la mattina dopo non piove, e partiamo alla scoperta di questa città bistrattata.

Coventry è la città più lontana di tutte dal mare, e dal suo nome è nata la parola coventrate (coventrizzare in italiano), che significa bombardare a tappeto e radere pressoché al suolo, perché questa fu la sorte di questa città devastata nella notte fra il 14 e il 15 novembre 1940 da parte della Luftwaffe tedesca. 11 ore di bombardamenti, ribattezzati Sonata al chiaro di luna, 500 tonnellate di esplosivo, un unico grande rogo formato da più di 200 incendi, 1236 morti e una città in ginocchio.

Arriviamo alla Cattedrale di San Michele, patrimonio artistico del XIV secolo, e d'improvviso il vuoto, quella sensazione già sentita dove un tempo sorgevano le torri gemelle. Come energia risucchiata, silenzio immobile, dolore che fu e che si respira ancora nell'aria.





Della Cattedrale resta il perimetro, le mura ancora annerite, le vetrate frantumate e un'immobilità irreale che fa quasi girare la testa.

Proprio accanto sorge la nuova cattedrale, simbolo di riconciliazione e vittoria sulla forza del male.



 

In centro c'è anche la chiesa della Santissima Trinità, del XXII secolo, che con il suo soffitto azzurro mi sorprende, così come mi sorprendono i mirtilli che ci regalano proprio lì davanti, dove è in atto una presentazione di prodotti per il fitness (cd di musica ad accompagnamento di circuiti di salto a corda) e c'è un vecchietto vestito di bianco superginnico che non smette di saltare.


Coventry è una città che se ti vedono fare una foto vengono a chiederti di dove sei e si fermano a fare due chiacchiere, perché di turisti in giro non ce ne sono.

Coventry è anche la città di Lady Godiva, che io credevo fosse una marca di cioccolata. 
Invece narra la leggenda che questa nobildonna anglosassone, per convincere il marito ad abbassare le tasse imposte ai sudditi, accettò la sua sfida e cavalcò nuda per la città, coperta solo dai lunghi capelli. I cittadini, riconoscenti, lasciarono libere le strade e rispettarono il proclama che chiedeva loro di non guardare fuori. Tutti eccetto peeping Tom, Tom il guardone, che non riuscì a resistere alla tentazione e rimase cieco. Alla fine comunque il marito di Godiva abolì le tasse.
Ideuzza per le mogli di vari politici?


 

E poi, per essere una città che tutti dicono ma che ci vai a fare, pure la Herbert Art Gallery and Museum http://www.theherbert.org è davvero interessante, con opere d'arte peculiari e un primo piano dedicato alle guerre e alla riconciliazione in varie parti del mondo (toccanti e terribili le storie del genocidio e delle violenze in Rwanda) e tante attività per coinvolgere i bambini.


Ingiustizie sociali in India



Erotismo e disabilità



Violenta dolcezza ...

Insomma, qui lo dico e NON lo nego ... Mi è piaciuta più Coventry che Bath, immaginatevi un po' ...
Secondo me un paio di giorni li merita!

(segue carrellata di foto a casa per stimolare la curiosità!)

 
 











4 comments:

  1. Ma dai, quindi peeping Tom viene da lì? Non si finisce mai d'imparare!

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    1. Esatto! A me poi piace tantissimo scoprire l'origine delle espressioni e raccontarla quando vengono fuori ...

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  2. Non conoscevo peeping Tom...credo che in ogni paese-cittadina in Uk ci sia qualcosa di intrigante.

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