2.3.14

Gita culinaria 1: Alicante


Quando vivevo in Slovenia sopravvivevo alle alzatacce alle 4.30-5 di mattina pensando alle gite fatte o da programmare. Vivere in un Paese piccolopiccolo aveva il vantaggio di poter sconfinare in 80-100km e passare dalla città al mare o montagna in meno di un'ora.

In Spagna/a Murcia la faccenda si complica, i confini si allontanano, le ore di lavoro si moltiplicano, quelle di sonno si riducono, le settimane si susseguono inesorabili.
Mi accorgo del tempo che passa perché all'improvviso apro il cassetto e ci trovo solo il paio di calzini più brutti o quelli col buco, o le mutande bragalone di emergenza e penso che cavoli, la lavatrice credevo di averla appena fatta.O apro il frigo e gli yogurt soya-cioccolato che prima erano 8 sono solo 2, e dove sono finiti 6 giorni di colazioni?

Ma l'essere vegana anche in questo caso mi salva.
Ci sarà infatti sempre qualcuno disposto ad organizzare una gita culinaria.
E così si soddisfano non una, ma due passioni contemporaneamente. 
Provare nuovi ristoranti, pasticcerie, gelaterie e smaltire le calorie passeggiando per qualche vecchia o nuova città.

Ieri abbiamo inaugurato quello che spero si trasformerà in un ciclo/abitudine/tradizione.

Niente partenza all'alba per questa volta. Siamo tutti reduci da settimane massacranti, e poi siamo in Spagna dove il fine settimana le ore fino a mezzogiorno non esistono.
Appuntamento sotto casa alle 12.45, Alicante è a soli 80km, e il ristorante l'Indret (C/ García Morató 5) ci aspetta per le 14.

2 dei vegani del gruppo lo conoscono, ma ne conoscono e nominano sempre talmente tanti che non mi ricordo più di quale si tratta. Lo scopriamo all'arrivo, quando sta per cominciare a piovere.

È uno di quei posti caserecci, dove per 11.50 euro i piatti sono abbondanti, la scelta limitata a due opzioni di primi e due di secondi (e 15 di dolci!), l'insalata te la prepari da solo e ti riempi il piatto tutte le volte che vuoi, il pane di carrube o alla cannella è fatto in casa e allora non sono allergica al glutine perché me ne mangio 5 fette e non mi fa male. Niente fronzoli, niente buonismo new-age e le giuste pause fra una portata e l'altra. I camerieri gentili senza essere petulanti, e non ti cacciano alla fine, ma ti lasciano stare seduto un po', a berti un tè, perché lo sanno che dopo tutto quello che ti sei mangiato mica ce la fai ad alzarti.

 A quanto pare i proprietari sono buddisti o hare-krishna, ma fortunatamente non c'è nessun incenso ad intossicarci il pranzo, e la musica orientaleggiante è giusto sottofondo, ma non copre le nostre voci soddisfatte di ammazza quanto è buono 'sto pane, oddio, ma quant'è grosso 'sto piatto, mo' mi sbottono i pantaloni, non ce la faccio più, ma è tutto vegano? per dolce ti puoi prendere mezzo di una cosa e mezzo dell'altra.


Nella foga scordo di fotografare il secondo, polpette di non so che, con contorno di piselli che mi ricordano tantissimo quelli che fa mia madre nei giorni di pioggia. Stessa storia per le torte, io provo quella al cioccolato all'arancia e quella alle fragole, e poi rubacchio a destra e a manca un po' di torta al caffè e noci, un po' di quella al tofu e mandarino e quando usciamo rotolo.

Dato che pioviccica ci infiliamo in un negozietto di robe per la casa, dove alcuni comprano teglie e vassoi per dolci futuri, mentre gli Alicantini acquistano maschere last-minute, perché è carnevale, e in giro è pieno di gente mascherata e camionette vendi-frittelle.

Spiove e siamo fuori, a passeggiare perdendoci per le vie del centro.
Io voglio vedere il mare, farmi una sniffata di iodio, ma lungo la strada c'è questo e non so resistere.



È la Calle San Francisco, per cui la sindachessa (?) ha deciso di spendere 70.000 euro rendendola pedonale e riempiendola di funghetti noi puffi siam così. Poi ci sono scivoli e campane disegnate per terra, poesie sui muri e negozietti. Questa scelta è stata molto criticata, a me non è sembrata così male. Tanta gente, tanti bambini felici come me, movimento nei negozi. Fra cui un baretto canandese che fa anche dolcetti e caffè vegani.

Poi scendiamo verso il mare e mi riprometto, che se tornerò visiterò il vascello ormeggiato accanto al casinò,  e poi salirò in cima alla montagna e visitare il Castello di Santa Barbara, che stavolta ho lo stomaco troppo pieno e chi ce la fa e poi è quasi ora di merenda.

Alcuni vogliono un gelato, perché c'è una gelateria siciliana che ha 4-5 gusti vegani, e allora tocca provare il cioccolato, zenzero e limone, altri propendono per i muffin e cupcake del canadese visto in precendenza, ed eccoci a perderci nei vicoli, strapieni di gente in maschera che sembra New Orleans.

Io però voglio andare al 3 Semillas http://tressemillas.com/, una pasticceria vegana al 100%, che non credo ai miei occhi. Io da piccola non credo di essermi mai spiaccicata contro nessun bancone ad additare torte e pastarelle. Lo faccio ora perché non so che scegliere, perché me le mangerei tutte ste torte, a prezzi normali, e senza dover stare a chiedere c'è illattel'uovilmiele?

A me che i dolci spagnoli fanno abbastanza schifo (gran bella apparenza, poi molto deludenti, soprattutto se al cioccolato), la mia fetta di torta da 1000 calorie mi commuove, e vorrei non aver mangiato così tanto a pranzo e poterne provare altre 3 o 4, ma sarà per la prossima volta.


4 reduci si fermano anche a cena, perché abbiamo saputo che una coppia di italiani hanno aperto un nuovo ristorante vegano in una delle stradine lì vicino, noi ce ne torniamo a Murcia con le pance pienissime e a letto senza cena.

Così poi ce la faccio ad affrontare 'sta domenica, che sono sveglia dalle 8 a preparare lezioni e materiali, mentre i coinquilini si dilettano in cucina, a preparare torta di carote e falafel e chissà se ce n'è un po' anche per me, che è quasi ora di pranzo.

Buon appetito!

5 comments:

  1. Credo sia uno dei tuoi post più belli! ^_^

    Che altro dire...
    Buona domenica!

    ReplyDelete
  2. Non mangi neppure il miele?

    ReplyDelete
    Replies
    1. No, è un prodotto animale, e i vegani non mangiano prodotti animali. Se googli miele non vegano capirai perché ...

      Delete
  3. Cecilia, ho trovato un caffè vegano tanto bellino qui a Bangkok! ho pensato subito a te: http://vediamodai.blogspot.com/2014/03/esplorazione-urbana-da-langsuan-pan.html slurp

    ReplyDelete

Che ne pensi?
¿Qué opinas?
What do you think?