Showing posts with label scemenze. Show all posts
Showing posts with label scemenze. Show all posts

4.10.16

I giochi delle Highlands e cosa si nasconde sotto il kilt

Avete visto Braveheart? Vi ricordate questa scena in cui William Wallace e l'amico Amish si sfidano a lanciare pietre e pietroni?


Mi era rimasta impressa, così come varie (porno) cartoline e depliant pre-internet, in cui aitanti maschioni in gonnella lanciavano tronchi e pesi manco fossero di polistirolo.















Folklore? Esagerazione? Toccherà scoprirlo agli Highland Games.
Queste competizioni sportive, che si svolgono in varie località delle Terre Alte, concentrate soprattutto d'estate, offrono agli spettatori la possibilità di ammirare varie discipline sportive e non, ricordo degli antichi raduni dei Clan. 

Risalenti al 1300 e vietati a partire dalla Battaglia di Culloden (di cui vi ho già parlato qui), nella loro versione moderna i giochi ripresero nel 1819 e comprendono prove di lancio del tronco (caber toss), della pietra (di varie dimensioni e pesi), del martello, del peso, del peso più pensante, del peso pesantissimo, oltre a competizioni di cornamusa e di danza, corsa, corsa in collina, tiro alla fune, salto in alto e varie altre specialità a seconda della zona.

Noi, trovandoci ad Aberdeen e avendo a disposizione la macchina abbiamo deciso di andare a caccia di uomini in kilt ai giochi di Ballater (questi qua). La pagina web è un po' antiquata, poche foto e poche informazioni, ma il lancio del tronco c'è e l'entrata costa solo 8pound, il tempo promette nuvole ma non pioggia e allora si va.

Arriviamo proprio quando le bande musicali stanno passando per la via principale di Ballater e conducono noi e tanti altri curiosi dritti dritti ai giochi. La musica delle cornamuse mi commuove e la vista di sexy ginocchia che spuntano dai kilt mi entusiasma. Praticamente mi innamoro di ogni uomo kiltato che vedo.

Sono così gasata che quando scopro che nel prezzo del biglietto c'è inclusa la possibilità di partecipare a qualsiasi gara, quasi quasi penso di darmi al lancio di qualcosa anche io, giusto per avvicinarmi ai maschioni in gonnella e sexy calzini lunghi che si preparano al centro del campo. 



Non so perché mi aspettavo che ci sarebbe stata molta più gente e che magari sarebbe stato difficile farsi spazio fra la folla, invece troviamo pure posto a sedere dopo un po' e siamo pronte ad applaudire e ad aguzzare la vista per cercare di scoprire cosa portano sti omaccioni sotto il kilt.
(al Cowal Highland Gathering partecipano circa 3500 atleti con un pubblico di più di 20000 persone, quelli d Ballater sono più in famiglia, con gli atleti che si conoscono e spesso sono fratelli o cugini)

Il presentatore mi ricorda un po' Corrado della Corrida, chiacchiera, cerca di coinvolgere, racconta aneddoti, parla dei partecipanti come fossero figli suoi, riesce a seguire le varie competizioni che si svolgono contemporaneamente su varie parti del campo, instancabile, non si allontana mai.
E se partecipassi anche io, che racconterebbe di me? Si sbaglierebbe a pronunciare il mio nome? Direbbe che sono vegana? Chiederebbe applausi extra perché vengo da lontano? Allora mi viene voglia di prepararmi e partecipare alla corsa delle 100 yarde per l'anno prossimo, che non sono neppure 100 metri, ce la potrei fare pure io.

Intanto diventiamo fan di Kyle Randalls, io lo scelgo perché ha i miei stessi calzini a righe, ma mi sento un po' traditrice, perché Randall è il cognome del cattivone di Outlander, speriamo che 'sto Kyle sfoghi tutta la sua aggressività lanciando tronchi.
















Scopriamo che in questa disciplina non conta lanciare il tronco il più lontano possibile, ma sollevarlo con le mani incrociate, tenerlo verticale in equilibrio, poi correre, fermarsi di botto, lanciarlo facendogli fare un giro a 180º e che il tronco atterri, toccando terra con l'altro estremo, per poi cadere il più possibile alle ore 12.
I tronchi sono di 5-6 metri e pesano 35-80kg. I giudici di gara, elegantissimi con le loro giacche e kilt, hanno apposite fettucce per misurare angoli e distanze, mentre noi guardiamo a bocca aperta e scopriamo che questi uomini molossi portano i boxer sotto il kilt!Che delusione!



Ecco, però nonostante questa scoperta, se volete vivere una giornata davvero scozzese, gli Highland Games sono da non perdere. Se qualcuno decide di partecipare, fatemi un fischio, e ci vediamo lì!


 (Secondo me l'unico a non portare niente sotto il kilt era il giudice a destra!!!)

Informazioni varie:

Il giochi di Ballater si svolgono il secondo giovedì di agosto, dalle 11 di mattina alle 5 di pomeriggio circa, presso il Monaltrie Park.
Entrata a pagamento, con possibilità di partecipare alle varie competizioni. Non c'è prevendita, si paga all'ingresso. Ci si iscrive per le varie gare direttamente lì, basta presentarsi mezzora prima della gara.

Portatevi un piccolo binocolo se volete giocare al: cosa porta uno scozzese sotto il kilt?

Qui altre informazioni in italiano sulle varie località dei giochi, su come partecipare e cosa aspettarsi.

Curiosità: gli Highland games non si svolgono solo in Scozia, ma anche negli Stati Uniti, in Canada, in Nuova Zelanda e addirittura in Indonesia, in Brasile, in Belgio e in vari altri Paesi del mondo! 

3.10.16

A casa di nonna Papera

Non so quanti anni fa ho conosciuto nonna Papera.
Una nonna Papera tecnologica però, perché ci siamo incontrate online, blog di qua, blog di là.
Il minimo comune denominatore era che lei cercava info sulla mia amata Scozia (anche se all'epoca viveva o stava per vivere nella sua amata Australia) e che pure lei è de Romaaaaa.

Gira che ti rigira la povera nonna Papera finisce in Scozia ad AbMerdeen a studiare e allora durante questo viaggio, che noi si va su su su alle Orkey, si decide di ricalare giù prendendo un traghetto notturno e approdando proprio ad Aberdeen. Che in fondo non ci sono mai stata e voglio vedere coi miei occhi se è davvero così brutta! Nonna Papera appena trasferitasi nella sua nuova casa ad agosto 2015 ci aveva detto gioiosa che ha due bei divani per couchsurfer come noi. E noi la prendiamo in parola. Se ne pentirà?

Ed eccoci ad agosto 2016, alle 7 di mattina giù dal traghetto in cui nonostante la notte buia e tempestosa abbiamo dormito benissimo, pronte a conoscere nonna Papera e suo marito (ebbene sì, Nonna Papera è sposata, guardate qui e qui, io non lo avevo mai visto 'sto marito, forse era scappato con l'amante russa).

Il resoconto viaggereccio di ciò che abbiamo fatto a Aberdeen e dintorni (compresa la caccia a uomini in gonnella) finirà in altri post, questo invece è un post riservato solo a loro due, Serena e Alessio, e alla mia restaurata fiducia nei blog incontri dopo esperienze diciamo non proprio positive.

Stavolta nel mio cervello non c'era quella vocina che diceva: ma che cavolo stai a fà?? Te stai a sbajà!!!
No, stavolta c'erano i messaggi vocali della nostra cara nonna Papera che ci annunciava che aveva riempito il frigo all'inverosimile di roba vegana, e aveva capito appieno l'essenza di noi viaggiatrici locuste.

Ed è stato proprio così, un banchetto continuo di prelibatezze, bottone dei pantaloni slacciato perennemente, un sacco di risate a scartabellare libri di sessuologia di studi passati, caffè fatti con l'acqua frizzante, presunte amanti russe che si manifestano quando noi donne siamo assenti.
E poi corse sotto la pioggia all'Asda a comprare dei reggiseni che infine sono come li voglio io, mangiare gelati vegani seduti al supermercato mentre tutti ci guardano, cercare di sbolognare banconote da 100 pound con commessi che pensano di sicuro che siamo mafiosi, temere che la mia maglia e i miei jeans all'ultimo stadio di vestibilità vengano gettati da Serena coalizzatasi con mia madre.



È un po' come essere di nuovo al liceo. 
È casa lontano da casa, è cultura condivisa, è la bellezza di qualcuno che si prende cura di te.
È quella scintilla che scocca quando, pur non ricercando gli altri italiani all'estero, ne trovi alcuni che ti fanno sentire quella strana nostalgia canaglia per un Paese (o forse per un'idea di casa) in cui non vivi da tantissimo tempo.

Nostalgia di momenti legati alla beata giovinezza, quando uno ancora non aveva avuto a che fare con i problemi burocratici, le tasse, le lotte per trovare lavoro, le bassezza e bruttezza di certa gente.

Ritorniamo ragazzini, che parlano di cartoni animati, di canzoni, di cose buone da mangiare.
Ritorniamo ragazzini che hanno sempre fame, che fanno i gridolini al supermercato per aver trovato il caffè all'arancia o un intero bancone di veggieburger.


E allora grazie Serena e Alessio, we love you!
E in Australia mi raccomando, una casa con due bei divani comodi, che arriviamo a svuotarvi il frigo!

24.9.16

Dove vanno a morire i cavalli ...

Non me lo ricordo come l'ho scoperto, questo Gulp, Glob, come si chiama Marghe? Si chiama Gloup.
Che poi Gloup significa voragine in norvegese antico, e quel gloup che ho visto io su chissà quale volantino è su un'altra isola, ma guarda un po', ce n'è uno anche a Deerness (questo), raggiungibile in autobus.

È sulla costa, c'è indicato un sentiero e passeggiate di diversi gradi di difficoltà e tempo, abbiamo 3-4 ore, e se ci becca la pioggia forte dove ci ripareremo? La ragazza dell'ufficio informazioni alla stazione di Kirkwall ci dice che lei c'è stata, tanti anni fa, ci dovrebbe essere un riparo e dei bagni. Il tempo promette sgrullone, ma noi Braveheart ci andiamo lo stesso.

Alla stazione ci sente parlare in italiano una signora, anche lei è in giro e guarda caso va più o meno dove andiamo noi. Chiacchierando scopriamo di avere una conoscenza in comune e mi sento come i viaggiatori di 100 anni fa, che avevano sempre un cugino d'America che conosceva il cugino di un altro che conosceva il panettiere che conosceva il maestro che conosceva ...

Prendiamo insieme l'autobus e neppure l'autista sa dov'è il Gloup, ci molla in cima a una collinetta, dove c'è una sola casa e una cassetta delle lettere.














Siamo noi 3 e altri 3 esploratori, li riconosciamo perché sono ospiti del nostro ostello.
Noi però, grazie alla signora incontrata, sappiamo che ci sarà pure una spiaggetta e, se siamo fortunate, delle belle fochine.



I vitelli ci guardano incuriositi. Sono come adolescenti, si muovono tutti in gruppo correndo maldrestri dietro al capobanda. Ci chiedeno con gli occhi chi siete? che volete? e io rispondo mentalmente sono vegana, non finirete mai nel mio piatto. Sembrano tranquillizarsi.

Giriamo l'angolo ed ecco che penso che qua ci devono vivere dei parenti miei McGyver, soluzioni pratiche ad esigenze quotidiane. Che ci fai se ti avanza un pulmino scassato? Beh, lo usi per stenderci i panni, no?


Arriviamo infine al mare ed è abbastanza in tempesta, c'è un sacco di vento. Sul molo temo per la nostra incolumità, ci manca solo che finiamo nell'acqua gelata, preferisco di gran lunga un bell'acquazzone. Però la spiaggia è così silenziosa ed incontaminata che mi viene in mente Oceano Mare, una vita fa era il mio libro preferito.

Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione immagine per occhi divini mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore. 


Scruto l'orizzonte, ecco le foche, la signora le conosce già, ha imparato una sorta di richiamo e gli ha portato la merenda. Sono come cani d'acqua, scodinzolano e si nascondono. Sono 6-7 e una deve essere la mamma. Se una delle piccole si avvicina troppo ecco che parte un verso impercettibile e le fochine spariscono sottacqua.



Sono come sirene, ci incantano con le loro piroette.
Stiamo lì a giocare a trova la foca per un sacco di tempo, e poi dobbiamo correre su per la collina, alla ricerca del Gloup. Che altro non è che una caverna crollata, una sorta di ferita della terra dove anticamente venivano mandati a morire i cavalli non più utili per il lavoro nei campi.
Non è facile fare foto che rendano l'effetto vertigini da precipizio, c'è una recinzione che non bisognerebbe superare e qualcuno ci ha fatto un buco, passiamo ed siamo sulle scogliere.

Se il vento si portasse via una di noi, sarebbe come tanti secoli fa, se succedeva una tragedia toccava correre a piedi a chiedere aiuto, cammino con il baricentro basso e spero di non finire nella voragine come un cavallo anziano.





Vertigini a parte se amate i posti senza folle di turisti questo è il luogo perfetto.
E anche se cercate marito ottantenne. Sulla strada del ritorno due anzianotti ammiccanti si fermano, fanno conversazione con quel loro accento cantilenante delle Orcadi e ci offrono un passaggio. Hanno il cofano pieno di rotoli di fil di ferro e io immagino già il copione di un film dell'orrore tipo Saw.


Consigli di viaggio

L'ideale sarebbe disporre di una macchina, in modo da non dipendere dagli orari degli autobus Stagecoach, che anche in estate sono limitati.
Qui altre info sul tipo di sentiero. Il Gloup si trova nella Mull Head Nature Reserve, di cui noi abbiamo visto solo una piccolissima parte, non essendoci organizzate bene coi tempi e non sapendo cosa aspettarci.
Potete vedere foto dell'intero percorso (9km) nel resoconto di quest'altra viaggiatrice qui, che mette in guardia sulla massiccia presenza di midges, i pappataci scozzesi.

Merita secondo me un'escursione/passeggiata lunga se non piove, scorci mozzafiato, praticamente zero turisti, natura incontaminata.
Fornirsi di scarponi o scarpe impermeabili, le scogliere sono ricoperte di erba bagnata e pozzanghere e fango.

Per vedere le foche bisogna superare Skaill, passare accanto al un piccolo cimitero che è dietro le prime case che si vedono scendendo, prima di girare a sinistra e prendere la stradina per il Gloup.

11.9.16

I cerchi di pietre di Stenness

Lo sapete già, sono superfan di Outlander, la storia di Claire che dal XX secolo viene catapultata indietro nel tempo, nella Scozia del 1700, all'epoca dei Giacobiti indipendentisti. Claire attraversa un magico cerchio di pietre e, fra una cosa e l'altra, si ritrova nelle braccia di un bell'esemplare di maschione scozzese, fatevi un'idea di ciò che parlo qua.

E cosa c'è vicino vicino a Stromness, grido da una stanza all'altra a Marghe, mentre organizzo il nostro viaggio prima di partire??? Sì, loro, delle Standing Stones, le Pietre Erette (che già il nome ...).

Si tratta delle Standing Stones of Stenness, cerchio di pietre in una zona piena di altri monumenti neolitici, fra cui il Ring of Brodgar, il Barnhouse Settlement, il Maeshove, il famosissimo Skara Brae e insomma tutte queste cose qui.

Tornando alle Standing Stones di Stenness, ci siamo arrivate il giorno più assolato del nostro viaggio. 
Mi immaginavo una folla tipo Stonehenge, invece c'era pochissima gente.
Ci arriva il pullman Stagecoach T11 (guardate qua) e ci ferma giusto 1 minuto per far fare foto. Noi ci siamo arrivate invece con un autobus normale (che parte sia da Kirkwall che da Stromness), si dice al conducente che si vuole scendere alle Stones e lì ti lascia.

Il gruppetto di turisti che c'era al nostro arrivo è andato via via scemando, il sole si è fatto più caldo, ed eccoci felici sul prato, davanti al magico cerchio di pietre ... a fare un picnic, stese sull'erba, in maniche corte e scalze. Vogliamo essere pronte e ristorate per fare un salto indietro nel tempo.

E ci proviamo.
Ci avviciniamo alle pietre.
Solo 4 ne rimangono delle 12 originarie.












 Risalgono almeno al 3000a.C.
Ascoltiamo il loro richiamo.

Pensiamo ai rituali che si saranno svolti in questo cerchio.
Un tempio della luna e del sole? 
Un luogo di raccolta per le feste del nuovo anno?

Let us imagine, then, families approaching Stenness at the appointed time of year, men, women and children, carrying bundles of bones collected together from the skeletons of disinterred corpses–skulls, mandibles, long bones–carrying also the skulls of totem animals, herding a beast that was one of several to be slaughtered for the feasting that would accompany the ceremonies.
(Immaginiamoci allora, famiglie che arrivavano a Stenness al tempo segnalato, uomini, donne e bambini, che portavano fasci di ossa raccolti dagli scheletri dei corpi disseppelliti - crani, madibole, ossa lunghe - e portavano anche i crani di animali totem e un animale che sarebbe stato uno dei tanti ad essere sacrificato per i banchetti che accompagnavano le cerimonie).

Attraverso infine la pietra spaccata.



















Ma niente da fare, non funziona.
Sono ancora qui, nel 2016.




















Niente Jamie per me.
A quanto pare nei libri di Outlander c'era una tipa che, avendo studiato le pietre, ammazzava il marito come sacrificio per fare il salto spazio-temporale.
Non avendo mariti da ammazzare non ci resta che passeggiare scalze e solitarie.

Finiamo per caso nel vicino villaggio neolitico Barnhouse Settlement  e qui siamo davvero solo noi e la storia dell'umanità.

























Camminiamo fra ciò che rimane di 15 case neolitiche, lo spazio per accendere il fuoco al centro, i letti costruiti accanto alle pareti. Come si viveva da queste parti centinaia di anni fa quando tutti imparavano a riconoscere le piante e gli animali che avevano intorno, a capire la natura e i suoi segni? Con il freddo e il vento? Percorrendo a piedi lunghe distanze sotto la pioggia battente? Eravamo forse più umani allora, dovendo contare gli uni sugli altri per sopravvivere?

Fra una meditazione e l'altra facciamo in tempo a fare un po' di acrobazie anche a vedere un vicino cimitero ed è già ora di acchiappare il bus di ritorno a Stromness per raccattare le valigie ed trasferirci a Kirkwall.





Consigli di viaggio

Fattibilissimo visitare nella stessa giornata a piedi tutti i posti indicati sulla mappa qui sopra partendo appunto da Stenness, occhio però che il sito archeologico di Ness of Brodgar è aperto solo per visite guidate in orari prestabiliti. Gli scavi sono ancora in corso.  E sulla mappa non è indicato il Ring of Brodgar, giusto un po' più a sinistra, l' altro spettacolare circolo di pietre, ancora più grande di Stenness.

Tutte queste cose in estate riuscirete a vederle anche se vi muovete in autobus (Stagecoach, se rimanete anche solo tre giorni vi conviene comunque fare il biglietto settimanale, per prendere tutti i bus che volete), ma organizzatevi bene, incastrate gli orari e gestite bene il tempo. Le partenze sono quasi tutte da Kirkwall, se alloggiate a Stromness contate lo spostamento extra.
Se siete alle Orcadi solo per 3-4 giorni, cercate di non farli coincidere con il fine settimana, perché ci sono meno autobus. Però se potete affittare una macchina sarà 100000 volte meglio, potrete vedere anche tante altre cose che noi non abbiamo potuto raggiungere. Non c'è praticamente traffico e si può parcheggiare facilmente.

1.6.16

Scemenze

Ho lasciato che passasse un mese senza scrivere niente.
Eppure ne sono successe cose.

Ho dormito in aeroporto e ho conosciuto un tipo che ci vive, in aeroporto.

Sono stata a Mallorca, per un fine settimana compleannoso.

Ho compiuto 20x2 anni.

Sono stata al mare ad Alicante e mi sono abbronzata le cosce in due fasi, per cui ho le strisce sexy.

Mi sono cresciuti un sacco i capelli.

Ho dei jeans nuovi, ottenuti con un baratto. Di quelli che li metti e dici: siete i miei nuovi jeans preferiti. 

Mr Culito, gnoccone-istruttore di aquagym, è entrato in piscina con noi, creando il panico fra le signore e una ribollita di ormoni non indifferente.

È stata la ruta della tapa, cioè vagabondare da un bar de tapas all'altro e rimpinzarsi di delizie speciali vegane, fatte per l'occasione.

Ho spostato un'angosciante libreria piena dalla mia camera da letto al salone, approfittandone per eliminare un altro scatolone di roba.

Ho raccolto i gelsi neri e ci ho fatto il gelato.

INDOVINA INDOVINELLO: di quale di questi momenti purtroppo non ci sono foto???







Ebbene sì, foto di tutto (anche se non le pubblico tutte le altre) meno di CULITO, il suo culito e i suoi addominali. Sigh sigh.

11.4.16

Curiosità di viaggio # 3

A Madrid sono andata in un negozio/supermercato per me paradisiaco.
Si chiama Cosmo Cash and Carry e vende prodotti asiatici, africani, sudamericani e di tutto di più. 
L'avevamo scoperto ad agosto, questa volta ci sono andata a fare la spesona. Mi pento di non essermi organizzata meglio e di non aver portato una valigia più grande, perché per vegani ci sono un sacco di cose.

Ci saremo rimasti più di un'ora, a cercare di capire cos'erano certe robe, a leggere ingredienti sconosciuti, a gioire per la quantità di piccantezze varie, e io a fare foto!

Ora ho scoperto come si diventa pigri. Mangiando gandules!
In spagnolo gandul = pigro!

In italiano 'sta specie di fagiolo/fava si chiama Caiano, mai sentito?



 


Volete fare un bel regalino di Natale a qualcuno che non sopportate?
Ecco, questo quadro maledetto, a cui si attribuiscono disgrazie, fa sicuramente al caso vostro.
Era in bella mostra nella vetrina di un negozio che vendeva pozioni e filtri vari (sesso, amore, soldi, crescita capelli, depilazione perpetua), candele e incensi per tutti gli angeli e arcangeli esistenti, rosari e catenelle di mille colori, erbe e polverine, statuette ...

Qué mal rollo - come si dice in spagnolo. Proprio da brividini.
Eppure dentro c'era gente che comprava, che si faceva consigliare, che adocchiava i filtri amorosi.


Madrid è una città multiculturalissima, ci sono ristoranti di tutti i tipi. 
Se vi piace il cibo asiatico e siete vegani (ma anche per onnivori) e avete uno stomaco bello capiente, vi consiglio il ristorante Shi-Shang, che è a buffet e potete mangiare tutto quello che volete a poco prezzo, senza sapere esattamente cosa state mangiando! È in centrissimo, a pochi passi dalla Gran Via, e dopo averci mangiato avrete soddisfatto la vostra voglia di puzza di fritto per almeno 6 mesi. Scherzo! Vale la pena andarci, vi sorprenderà quel sembra carne, ma non è ...

Tornando alla varietà di ristoranti, proprio nella stessa zona ho visto questo ameno cartello
FORMICA SALE SULL'ALBELO ... notare che hanno beccato la prima R, ma alla seconda niente, non ce l'hanno fatta. Ma cosa conterrà questo piatto?  In italiano come si chiama?
In spagnolo è 'sta roba qua, che proverò a veganizzare prossimamente usando robetta comprata al negozio di sopra.



Rimanendo in tema cartelli, eccone uno trovato nel bagno delle donne del B13 (altro ristorantino raccomandabilissimo a Madrid, calle Ballesta 13) - 100% vegano, porzioni abbondanti, atmosfera rilassata e molto minimal, davvero economico, la tortilla de patatas vegana più buona che io abbia mai provato.
Però non è del cibo che voglio parlarvi, ma del fatto che in questo locale nel bagno delle donne si specifica che se si ha intenzione di fare pipì in piedi, allora bisogna alzare la tavoletta.
Come lo interpretare? Io l'ho interpretato come donne trans benvenute nel bagno delle donne, e benvenuto anche il GoGirl, che se non sapete cos'è, guardate un po' qua.
Anche se poi tanti anni fa ho avuto una coinquilina che senza pene e senza GoGirl faceva comunque la pipì in piedi ed è vero, avrebbe dovuto alzare la tavoletta.



E per finire la carrellata delle stupidità, parliamo di un altro quadro.
A Madrid si può visitare gratis di sabato la Casa Museo di  Sorolla e ci sono quadri davvero belli (qualche esempio qui), forse perché molti dipinti in stile impressionista in riva al mare, quindi per me una bella overdose di blu.

Però trattandosi di un post scemo, ma a voi questo bimbo del quadro non sembra Gollum????



E con questo si conclude la carrellata di culinariartistiche scemenze di oggi.

7.4.16

Curiosità di viaggio # 2

Per continuare con il post precedente (lo trovate qui) eccovi un'altra carrellata di curiosità e stranezze incontrate durante il mio ultimo viaggio fra Copenhagen, Malmo e Madrid.

Copenhagen è la città dove più bici ho visto in assoluto nella mia vita. Ce ne erano tante anche a Lubiana, tante a Amsterdam, però a Copenhagen mi sembra che ce ne siano anche di più. Bici grandi e piccole, sgrarrupate e modernissime, con carrellino davanti, dietro, di tutte le forme e colori. 
E così su uno dei ponti principali della città, eccoti il contaciclisti. 
Quanti ne passano quel giorno, quanti in un anno. 
Un sacco di biciclettari, no? Sarà per questo che sono tutti belli in forma?


Erano secoli che non entravo in una catena di burger e fast food, ma Max offre opzioni vegane ed ero curiosa di provarle. La tipa al bancone superentusiasta (perché anche lei veggie) con il suo perfettissimo inglese ci ha spiegato i livelli di piccantezza e sapore delle 4 scelte possibili.
Erano secoli pure che non provavo quella sensazione di fame che non si sazia che il fast food da a alcuni, quella voglia atavica di più sale, più grassi.
Però la curiosità in questo caso (poi chissà, magari esiste pure in Italia o Spagna, confermate?) sono questa specie di check-in aeroportuali, dove ti selezioni il pranzo da solo e poi ti chiamano, con un numero, come alle poste ... o dal dottore!


Questo segnale mi ha fatto ridere, c'è il vietato fumare, vietato cani, vietato questo e quest'altro, ma un vietato correre non lo avevo mai visto. Oltre a una marea di biciclettari, a Copenhagen sono molto ginnici e quindi ci sono tanti corridori. Ecco, però ai Giardini Botanici non si può, andatevene a
 correre altrove.



L'albero dei ciucci. Qualcuno ne conosce la spiegazione? Era in un parco parecchio fuori mano, non c'era praticamente nessuno a cui chiedere. C'erano ciucci appesi su tutti i rami e anche dei bigliettini. Sarà qualcosa di bello o qualcosa di brutto? Ciucci appesi per grazia ricevuta/gravidanza o per bimbi diventati angioletti?

Aggiornamento: scopro dai commenti che l'albero dei ciucci (Suttetræ)  è un'usanza danese, che corrisponde con l'ingresso dei bimbi all'asilo (a 3 anni), momento in cui i bambini abbandonano il ciuccio. Igenitori per aiutare i figli a vivere questo momento in modo più sereno, li accompagnano ad appendere i ciucci a uno degli alberi dei ciucci sparsi nei vari parchi, e a volte si appendono anche dei bigliettini.



I mitici mangia spazzatura svedesi (questo a Malmo). Metti le bottiglie di plastica e le lattine (ma ce ne era uno anche per il vetro) e la macchinetta ti restituisce i soldi del vuoto a rendere.
E io mi chiedo, ma sarebbe così difficile installare 'sti aggeggi pure in Italia (e in Spagna, che neppure qua esistono)? Insomma, è un'idea geniale, che sicuramente aiuta a riciclare tantissimissimo,  esiste da decenni nel nord Europa, facciamo una petizione e la mandiamo alle varie COOP, Eurospin, Spar e supermercati vari? Con tutte le bottiglie di acqua frizzante che si bevono in Italia e con tutte le litronas di birra che si bevono qui in Spagna, 'ste macchine non starebbero un secondo ferme.


I piumaggi. Visti a Malmo, in vendita dal fioraio e appesi fuori certi negozi. Sono rami di betulla, detti påskris or fastlagsris, decorati appunto con piume, ma anche fiori o uova. Messi in acqua le foglioline verdi si aprono. Ricordano le palme o rami di ulivo che abbiamo al sud, e dice la tradizione che all'inizio venivano usate per fustigare giocosamente i propri familiari, in ricordo delle sofferenze di Cristo.



Le bambole infernali.
Se siete a Copenhagen andate a perdervi al Museo Nazionale.
È gratis ed è immenso. C'è davvero di tutto, ci ho visto una mostra temporanea molto toccante di cui vorrei parlare altrove (questa qui) e poi l'ultimo giorno ho pure girato un po' a caso, proprio alla ricerca di curiosità.
Che dire, i bimbi danesi del passato non so se dormivano sonni molto tranquilli con accanto bambole così.


Poi i bimbi (e non solo) che visitano il museo ora possono rimanere traumatizzati da altre maschere e sculture varie (altre nel prossimo post) a cui si sono decisamente ispirati i registi di vari film horror.
Questa mi ricorda un po' la faccia di Saw, L'enigmista.


Il tutto reso più terrificante dal fatto che il museo è davvero gigante e labirintico e non ci sono praticamente custodi, e spesso per lunghi minuti mi sono ritrovata sola a fotografare maschere o bambole diaboliche, con l'impressione che quelle della vetrina alle mie spalle potessero farmi un agguato da un momento all'altro!!!

Per altre curiosità e stranezze, ci vediamo al prossimo post!

28.3.16

Curiosità di viaggio # 1

Dato che sia Copenhagen che Madrid sono abbastanza famosette e ci sono blog a bizzeffe che ne parlano, e dato che Malmo invece non è famosa per niente e ci siamo andate a casaccio, senza sapere cosa c'era da vedere, ho deciso che invece di una sfilza di post turistico-culturali, ve ne beccate un paio di curiosità e scemenze, che anche quelle fanno parte della scoperta di un Paese.

Procedo per foto


Girando la prima sera ci troviamo in una via tappezzata di questi poster.
Ironici ed attualissimi, - leggo successivamente - sono parte di una proposta artistica del gruppo Superflex nel 2002, anno in cui - durante la presidenza danese all'UE - la situazione dell'immigrazione ed integrazione era particolarmente calda. Cosa significa essere danese (o di qualsiasi altra nazionalità)? Cosa significa essere straniero? Di primo impatto fanno ridere, poi però ... i controlli alle frontiere fra Dinamarca e Svezia li abbiamo dovuti passare ...


Gironzolando vediamo da lontano The Zinker, fratello di zinco del pensatore di Rodin, seduto a Nordre Toldbod. Ne leggo già di ritorno http://zinkingpeople.com/ e mi piace la descrizione che l'artista (o sono un gruppo?) da di sé:
I have a condition where my brain iz overflowing with ideaz 

Succede anche a me, gli ingranaggi del cervello che ruotano a tutta manetta, e allora ci vorrebbe un po' di time to zink davanti al mare.



Del grande mistero delle serrature nel muro non ho trovato soluzione.
Qualcuno che viva in Danimarca e sappia spiegarci che razza di chiusure hanno le porte???
Perché poi ci sono i normali citofoni e anche la normale ed unica serratura, però ... boh ...

Foto che ha fatto già scalpore sul mio facebook. 
Fa freddo, sì, e al 7/11 si possono comprare tè e caffè da portare via, in simpatici bicchieri dalla doppia funzione. Sei single, indeciso, accalappiato? 
Fai sapere al mondo che ti circonda il tuo stato amoroso. 
A quanto mi dicono in Danimarca ormai ci si conosce solo su Tinder, magari 'sti bicchieri sono l'occasione giusta per rompere il ghiaccio nordico. Che ne dite?

xxxx sezione porno soft xxxx

 
Care mamme all'appello ... ma cos'è 'sta storia del latte a fontanella? Io poi 'na vergine Maria col sedere di fuori non l'avevo mai vista.


E un murales così, davanti a una chiesa, cosa rappresenterà?  Andate e riproducetevi, anzi fatene due a botta e così vi levate il pensiero?
Poi mi sa che ai danesi piacciono le tettone ...



Ecco a voi, la Siretetta!

A domani per la seconda parte di viaggiare informsclerati.