Oggi è successa una cosa che mi ha fatto venire voglia di parlarvi dei miei alunni.
Ma non di quelli divertenti, di quelli carini, di quelli simpatici, di quelli che mi regalano le arance, di quelli che mi portano la verdura del loro orto, di quelle che mi regalano formaggio e muffin vegani, di quelli che col passare del tempo sono diventati amici, e andiamo al cinema, o usciamo, o addirittura ci facciamo un viaggetto insieme in Scozia. Non quelli con cui rimango in contatto su facebook, o via mail. Non quelli che se li incontro per strada è un piacere. Neppure quelli che se me li ritrovo al livello successivo sono felice, c'è complicità, e un vissuto di classe insieme che permette battute e scherzi reciproci. E neppure di quelli per cui il passato del verbo begin è ormai diventato VEGAN e non began.
Oggi vi vorrei parlare degli alunni che butterei volentieri dalla finestra.
L'episodio incriminato è stato questo:
Gli alunni di una certa classe dovevano consegnarmi una composizione, più specificamente un articolo. Avevano una traccia e dovevano scrivere 250 parole di opinioni personali, di esempi, di ricordi (dato che si trattava di fare un paragone fra un aspetto della società moderna e com'era la situazione in passato).
Comincio a leggere e correggere e arrivo alla composizione del tipo in questione.
Le prime 4-5 righe parlavano con vari errori del tema che gli avevo assegnato. Poi all'improvviso cambia tema, seguendo un'altra traccia che c'era sul loro libro, che però gli avevo detto espressamente di non prendere in considerazione. Ma che fai, non mi ascolti quando do le istruzioni?
Comincio a leggere e vedo che una frase ha un errore madornale e poi per il resto è perfetta.
Un'altra frase in cui sembra che manchi la punteggiatura e per il resto perfettissima.
Una frase che nemmeno io avrei saputo scriverla così bene.
ALLARME PLAGIO ATTIVATO.
Io ho insegnato negli Stati Uniti, dove le università hanno delle regole antiplagio anticopiato come bimbi delle elementari che vengono ripetute in tutte le salse agli studenti da quando sono piccoli. Quando arrivano all'università sanno che fare il copiato può portare all'espulsione. Una mia studentessa all'epoca aveva copiato da una pagina web la recensione di un libro che doveva consegnare come compito ed erano venuti giù lampi e saette e io stessa mi ero trasformata nel dragosputafuocoantiplagio.
Ecco, insomma, tornando al tizio spagnolo, prendo la frase scritta perfetta perfetta e la copio su google.
Ed eccotela là, con le precedenti e le successive.
Questo tipo, che ha la bellezza di 50 anni, se è dedicato a fare un bellissimo copia incolla da una pagina web, e poi ha fatto un taglia e cuci a casaccio.
In tutto ha sostituito una decina di parole, tutte sbagliate, e ha eliminato 3-4 paragrafi e righe, rendendo il testo totalmente privo di coerenza e coesione.
E me lo sarei pure potuto aspettare dai due adolescenti che ho in classe, una sedicenne e un diciassettenne che sono finiti in un gruppo di inglese di livello alto, però gli manca la maturità necessaria per poter parlare dei contenuti di cui tratta il libro che usiamo (l'ultimo cronologicamente: i mutui, le ipoteche, i prestiti etc).
E me lo sarei potuto aspettare da alcuni studenti univesitari, che vengono a lezione perché hanno bisogno dei crediti, del certificato, del livello linguistico per fare un master o andare in erasmus.
Però tu, caro 50enne, che ti passa per la zucca quando decidi di copiare paro paro un articolo da una pagina web? Credi che non ti scoprirò? Non ricordi che i compiti non sono obbligatori, che non fanno media con il voto finale, che in fondo tu sei qui per imparare, per migliorare?
Dalla rabbia gli ho sottolineato in giallo fosforescente tutto quello che aveva copiato e ho consumanto un evidenziatore intero.
E mi è venuto da pensare a tutti quegli studenti che meglio perderli che trovarli.
Quelli che arrivano sempre tardi e che durante la lezione guardano il cellulare, pur sapendo che fra le mie regole di classe c'è quella di spegnere i cellulari quando si entra.
Quelli che traducono con il google translator parola per parola e quando un compagno di classe gli dice no, guarda, non si dice così, fanno gli stizziti e chiamano me, che confermo che il compagno di classe ha ragione e allora ribattono sì, ma google translator dice che come se non gli avessi MAI detto che non voglio che usino il google translator, che guardino wordreference e si leggano le discussioni infinite su certe parole, ma no, sono troppo pigri.
Quelli che vogliono fare l'esame finale un giorno più tardi di tutti gli altri, adducendo le scuse più assurde e pagano/ricattano/offronochissàche a un compagno di classe perché si copi le domande su un fogliettino e gli passi le soluzioni. Beh, cari miei, da quest'anno potete tremare, perché anche se ci devo perdere un sacco di tempo libero in più, farò due versioni diverse dell'esame, e allora non vi servirà a niente ritardarlo di un giorno, la versione 2 fra l'altro sarà leggermente più cattivella.
Quelli che non fanno i compiti e poi interrompono mentre li correggiamo perché dato che non li hanno fatti ci mettono molto di più a scrivere degli altri che devono solo controllare che tutto sia giusto più o meno.
E poi le signore.
Mamma e signore ultrasessantenni, non vi offendete.
Però Murcia pullula di scuole di lingue, piccole, grandi, in ogni quartiere.
Ed è piena di madrelingua che possono dare ripetizioni.
E ci sono i corsi del comune e dell'aula de mayores.
E allora voi, signore mie, perché vi ostinate a iscrivervi al nostro centro linguistico, popolato soprattutto di universitari, i cui ritmi e stili di apprendimento sono completamente diversi dai vostri?
Perché perché perché vi spendete 20-30 euro in più e vi comprate il libro del professore, per avere tutte le soluzioni, e vi fate quatte quatte tutti gli esercizi in anticipo a casa e poi quando in classe metto un ascolto passate 10 minuti a guardarmi, perché voi lo avete già fatto? E quando dico di paragonare le risposte con gli altri che ovviamente non lo hanno mai ascoltato prima, voi vi vantate di aver capito tutto?
Care signore, sapete benissimo che a me questi atteggiamenti non piacciono, che ho cento occhi e vi scoprirò, e allora un giorno a sopresa, invece di fare il capitolo 8 come voi vi aspettavate, io salterò al capitolo 10, e voi a casa non lo avete guardato, e non ci capirete assolutamente niente, e guarderete il cielo e sospirerete dicendo questi ascolti sono così difficili, questo parla strano, parla troppo veloce, facendo perdere la concentrazione a tutti gli altri?
E perché mie care signore, quando vi correggo una composizione, ritorcendomi per il vostro inglese traduzione diretta di uno spagnolo pomposissimo e barocco, non mi direte altro che sì, però in spagnolo non si dice così?
Poi ci sono quelli che vengono a lezione per rimorchiare.
Non per rimorchiare me, che anche senza plagio sono un drago sputafuoco, ma per trovare l'anima gemella fra i compagni di classe. Ecco, io capisco che frequentare un corso di lingua può essere anche un'occasione per socializzare, fare nuove amicizie, frequentare un nuovo circolo di persone. Ma ce ne sono certI soprattutto che sembrano avvoltoi, arrivano il primo giorno e inquadrano la preda. E si incavolano con me perché li obbligo a cambiare posto ogni giorno, e arrivano apppppposta tardi per sedersi in fondo come adolescenti teppistelli a 30 anni. E cominciano la loro opera di conquista, per poi indignarsi quando scoprono che la malcapitata è sposata e non glielo aveva detto. E quando te lo avrebbe dovuto dire? Quando vi ho accoppiati per parlare dell'inquinamento? O forse quando te la sei ritrovata vicina e in gruppi parlavate delle zone pericolose della vostra città?
Poi ci sono quelli che pare che non capiscono mai niente, e mi guardano con aria interdetta, come se li stessi prendendo in giro. E fanno domande assurde della serie: Scusa, ma perché si dice gelato alla nutella e non di nutella? e io mi prendo pure la briga di spiegare, sapendo già che la domanda successiva sarà qualcosa del tipo: vabbè, e allora perché si dice sono di Roma e non sono alla Roma? che sarebbe da chiedersi, ma un'oretta di grammatica alle elementari l'hai fatta?
Poi ci sono le coppiette che non si possono separare, quelli che ridono come se fossero posseduti dal demonio, quelli che puzzano (ebbene sì, e nessuno vuole sedersi vicino a loro), e quelle che vogliono diventare mie amiche per forza perché chissà che idea di me si fanno vedendomi in classe.
Ecco, a tutti voi studenti fetenti, sappiate che tutti i miei sforzi di creare attività divertenti, accattivanti, utili, interessanti, non sono diretti a voi, e che il mio peggiore incubo è bocciarvi e ritrovarvi l'anno successivo nello stesso livello, come mi è successo con una delle signore, che non so se lo shock è stato peggio per me quando l'ho saputo o per lei, che il primo giorno mi ha detto subito che voleva cambiare gruppo.
Poi è rimasta, io per pietà e per togliermela dalle scatole l'ho promossa e per legge di Murphy elevata al cubissimo mi hanno assegnato un livello che normalmente non mi davano e me la sono ritrovata di nuovo in classe.
Fra esattamente 18 giorni la boccerò, e raccomando la mia anima a Jeanne-Baptiste de la Salle, che a quanto dice
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