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28.11.14

La Dolcevita

Io, nei miei peregrinaggi per il mondo, ho sempre vissuto con stranieri.
Gente del posto o altri giramondo come me, ma con italiani non ci avevo vissuto mai per lunghi periodi. Al massimo per 3 mesi, con Sara, tanti anni fa, ma in genere ero dell'idea che non mi andava di rinchiudermi in una comunità di italiani, preferivo la varietà.

Poi l'anno scorso, dopo i mesi terribili con le zozzone e le pazze furiose, - e dopo anni di esperienze che avevano duramente provato la mia pazienza - ho deciso di darmi un'ultima opportunità di convivenza, ed è arrivata Margherita (soprannominata Dolcevita). 



E molte cose sono cambiate, in primo luogo la mia tranquillità e stabilità mentale.
E poi condividendo una cultura comune di base, ecco che:

- parliamo tutte e due italiano e tutte e due spagnolo, e allora ora che lei è qua da più di un anno, comunichiamo in un mix accozzaglia, tipo: buttare la basura (mondezza), preparare la sopa (zuppa), mettere la lavadora (lavatrice). E quando torneremo in Italia per Natale che faremo? Chi ci capirà? In quanti penseranno che siamo delle analfabete?

- si esce per andare al supermercato e e si chiede all'altra: ricompro il sapone intimo, serve anche a te? Perché infine si può idolatrare di nuovo il bidè con qualcuno che ti capisca. Ce ne abbiamo addirittura due in casa, uno per una (perché ovviamente la terza coinquilina autoctona non lo usa).



- si ascoltano trashate musicali come se non ci fosse un domani: ultima in linea di gradimento Cicale, Cicale di Heather Parisi, accompagnata da e io che sono Carletto, l'ho fatta nel letto ...  cantiamo pure canzoni dello Zecchino d'Oro.

- casa nostra odora sempre di minestrone o di sugo. I condomini spagnoli secondo me odorano di fritto o peggio ancora di fritanga (fritto, strafritto, in olio usato e strausato), invece quelli italiani per me odorano sempre di minestrone. Poi in Italia le mamme italiane cucinano pure di prima mattina, quindi i bimbi arrivano a scuola alle 8 che odorano già di cibo. In Spagna si mangia più tardi e le mamme spagnole hanno tempo di tornare dal lavoro e cucinare. Noi mangiamo a orario nonnette italiane, prima dell'una stomaco pieno e piatti già lavati.
Mandiamo anche il forno a tutta callara, per risparmiare sull'elettricità e data la quantità di cibo che il nostro stomaco può ingurgitare, ultimamente le domeniche sono festival del plumcake e della lasagna e torta rustica.

 
 


- abbiamo avuto entrambe una regressione all'infanzia-adolescenza. Non mi era mai successo con coinquilini di altre nazionalità. Quando ero alle elementari ero cattivissima, e nottetempo nascondevo calzini o mutande nello zainetto di mia sorella, che lei avrebbe tirato fuori in classe, fra le risate dei suoi compagni. Ora a Marghe nascondo disegniini della maschera di Saw ovunque, ogni giorno in un posto diverso, per aiutarla a superare le sue paure. Lei dice che gli assomiglio!


- urliamo. Livello di decibel che rasenta l'illegalità. Prima ero silenziosa e mi aggiravo per casa come un gatto, ora c'ho la grazia di un elefante e la voce di un camionista. Perché da quando c'è Marghe è rivenuto fuori tutto il mio romanaccio de Garbatella, da prof di italiano a scaricatore di porto in men che non si dica.

- siamo partners in crime. Io credo che geneticamente gli italiani siano portati a sapere vendere. A convincere. A rigirare frittate. Ad ammaliare. Nella nostra lotta contro gli sprechi, nei nostri sforzi minimalisti, nel nostro ecologismo fai da te, eccoci a vendere mobiletti raccattati per strada (quello della terza foto, le altre due cose ce le siamo tenute) o a spacciare peperoncini umbri sottobanco. Vendiamo, scambiamo, sempre all'erta. Anche con Sara facevo i basura tour nottetempo, che felicità poter salvare oggetti scartati e non apprezzati.

 

Insomma, infine niente più coinquiline possedute dal demonio, o che arrivano con fidanzato incluso che non paga e resta per mesi, niente più silenzi imbronciati o valanghe di amici invitati proprio il giorno prima di un esame. Niente più bollette stratoferiche di coinquiline seminude che hanno freddo, o puzza infernale di esseri che non si fanno la doccia per giorni, ma si fanno il bagno nel profumo.

Nella nostra stranezza, e veganità, e anticonsumismo, infine siamo anime coinquiline gemelle, tanto che tantissima gente pensa che siamo fidanzate.
Meno il vicino bavoso. Mannaggia a li pescetti. Farebbe comodo che lo pensasse, e forse smetterebbe di sbavarmi le guance ogni volta che mi vede.

P.S.: Se in passato vi siete persi/e i post sui coinquilini infernali e volete farsi due risate (per non piangere) eccovi qua la carrellata ammazzo tuttiiiii:





22.2.14

1 ragazzo, 1 ragazza e me

Il triangolo, il triangolo.
Lui, lei ed io.
Ma che avete pensato!?
Parlo di una situazione coinquinale, non coniugale!

 Sono due settimane che è arrivato.
Alla fine il prescelto del dilemma (rinfrescatevi la memoria  cliccando qui) è stato il pattinatore ed esperto di computer e tanto altro.

In questa casa ho vissuto con:
1) 2 ragazzi e due ragazze e io (x2)
2) 1 ragazzo e due ragazze e io (x2)
3) 2 ragazzi e io
4) 2 ragazze e io
5) 1 ragazza e io
6) sola
7) 1 ragazzo, 1 ragazza e io (x2, di cui una in corso)

E di tutti questi miscugli, come dice Franoff, mio coinquilino di varie di queste combinazioni, l'unico che davvero funziona è l'ultimo.

E ora siamo di nuovo in sincronia astrale coinquinale, io, Dolcevita e Alberto.
E questo appartamento sgangherato è infine casa.

Si mangia insieme in salone, si esce insieme per andare al negozio vegano, si esce per andare a cena al ristorante vegano. Non si fa rumore, non si rompono le balle a nessuno. Si pulisce, si cucina, si dorme, si lavora. Si ride, si parla da una stanza all'altra.

Un miracolo.

E poi il nuovo coinqui ha pure un sacco di vantaggi:

1) Usa 3 ore del suo tempo per aggiustare il mio computer che fino a poche ore fa andava a velocità lentezza lumaca, mi taglia un audio che mi serve per un esame, risolve i problemi di windows, mi disinstalla robaccia, mi installa meraviglie. Io tento di dirgli non ti preoccupare, magari continuiamo un altro giorno, ma dire una cosa del genere a un esperto di computer sarebbe come dire a me, di questa regola di grammatica spiegamene solo un pezzettino, poi riprendiamo ...


2) Ogni settimana (quando vivevo nella combinazione 7 con Franoff e Kuriki) avevamo cominciato (ideona mia) a scrivere nel quadrante delle pulizie settimanali qualcosa che riassumesse la nostra settimana.

Ecco, il riassunto del nuovo coinqui è stato questo
trasloco completato
letto gigante incluso
prima ricetta successo
prima pulizia successo
veganizzazione in atto
(comincio dall'hummus)

Ora, il dettaglio del letto gigante non è perché lui sia un sexy macho latino lover porno star, ma perché l'ho preso in giro perché il suo letto è più grosso della stanza che è la più piccola della casa e praticamente oltre al letto ha lo spazio giusto giusto per muoversi.

Ma quello che conta è la veganizzazione in atto, mi ha fatto quasi venire le lacrimucce.


3) Dopo 4 anni di bici parcheggiata in terrazzo, l'ho riusata e l'ho rotta subito, il primo giorno.
Ecco, insomma, ma io che ne sono che bisogna metterci l'olio/il grasso sulla catena?
La catena si è scatenata, incastrata, insomma, già prevedevo altri 4 anni senza bici.
E invece, magia delle magie, la bici è già aggiustata.


4) Eccolo qua il nostro pattinatore, sul suo letto gigante, ad aggiustare dei pattini miei comprati nel 1994, affinché Dolcevita possa usarli. Lo sapevo che barattare robe varie per cacciaviti e tenaglie sarebbe stato utile prima o poi.

Insomma, la vita procede molto più rilassatamente ora che a casa tutto fila liscio.
Lavoro un sacco sì, ma vuoi mettere tornare di sera mezza morta e sentirsi a casa?




7.1.14

Dilemma

Sono in crisi.
Ho conosciuto due ragazzi, nel giro di pochi giorni.
Su internet.
Lo so, lo so, ma non c'è altro modo, con i tempi che corrono insomma.

Il 24 dicembre, mattina presto mi ha scritto A.
Mi ha detto che aveva letto il mio annuncio e che secondo lui era proprio ciò che cercavo.
Gli ho detto che non ero a Murcia, che ero a Roma, e che magari potevamo vederci al mio ritorno.
Ci siamo scritti una decina di volte durante le vacanze, ho sbirciato il suo profilo.
Alto, atletico, con una bella maglietta azzurra.
Gli ho detto che potevamo vederci solo il 5 o il 6, che in Spagna sono giorni di festa
I Re Magi e tutta quella roba di cui ho già parlato in questo post http://nonsipuotornareindietro.blogspot.com.es/2013/01/ecco-arrivano-i-re-magi-sono-1-2-3.html 
(e quest'anno per un pelo riscrivevo pari pari la stessa roba).

Insomma, io volevo andare a vedere la processione dei Re Magi, che l'ho vista solo una volta per sbaglio e pensavo stessero annunciando un circo coi cammelli e i dromedari e un elefante.
Non avevo guardato l'ora o avevo confuso l'ora dell'incontro con A. con quella della sfilata.
Poi mi è venuto in mente di ricontrollare la posta e, tragediaaaaa, l'appuntamento con A. era dopo 10 minuti.
Quasi quasi mi trova ancora in pigiama.

E niente, davvero carino A. Molto gentile. Un cavaliere. Ha aspettato che mi sedessi io per sedersi.
Va sui pattini e vive con sua mamma.
Mangia carne, ma se proprio ti da fastidio ... e tu che mangi?
Ha una collezione di fumetti, non guarda la TV.
Non fuma.
È molto più alto di quanto non sembrasse in foto e ha la faccia da bravo ragazzo.
Ha solo 27 anni.
Ha i weekend liberi, gioca a beach volley,
non ha mai fatto la raccolta differenziata, ma perché dove vive non ci sono i contenitori.

Il 3 gennaio però mi ha scritto pure I.
Cavoli, e ora che faccio, ho pensato?
Ingegnere, 35 anni, non fumatore.
Sbircio la foto, più bassino, con una faccia furba.
Foto divertenti, forse troppa musica e concerti, che io non amo particolarmente.
Ma sì, buttiamoci.
Vediamo pure lui.
Però lui lavora tanto quanto me, e allora decidiamo di fare una cosa fuori dal comune:
vederci alle 7.45 di mattina, in fondo da qualche parte si dovrà pur cominciare, no?
Più bassino di quanto sembrava in foto, però anche lui bel viso, begli occhi, educato.
Non ha quella faccia da impunito che mi sembrava nella foto.
Ripete il mio nome in modo gentile.
Ha vissuto qua e là, insomma, un uomo di mondo.
Dice che i weekend è spesso via, perché è di un altra città.
Fa la raccolta differenziata.


Devo rivederli entrambi , prendere una decisione.
Chiedo consiglio a Margherita.
Facciamo la lista dei prof e dei contro.
Se potessi io li prenderei tutti e due.

Che mi consigliate?
Chi scelgo ...
...
...
...
...
...
...
... come prossimo coinquilino?

21.4.13

Epilogo macabro

Il post precendete sul nuovo inquilino (per chi se lo fosse perso, questo qui ) è stato uno dei più letti in assoluto. C'è stato un boom di visite, tanto da farmi pensare che il problema dei topi in casa o dei coinquilini che dimenticano di buttare la mondezza per due settimane deve forse essere una tragedia diffusa e tanti poveri vegani come me vivono il dilemma del far fare al sorcio la fine del sorcio.

Ho vissuto una settimana di profondo inalberamento e preoccupazione.
Perché non è giusto ammazzare un povero topino che non ha fatto nulla di male, se non avere fame e trovare un ristorante aperto 24 ore su 24.

Ogni volta che tornavo a casa vedevo codine sgattaiolare stopineare ovunque.
Non sapevo più se si trattava di un topo vero o se avevo ormai le allucinazioni topose.

Poi ci si è messo pure il lucertolozzo che vive nella fioriera fuori dalla finestra, che l'altra sera ha deciso di rintanarsi nel mio bagno.
Sono entrata in camera e ho visto solo un pezzo di coda sfuggente e ho pensato mannaggia ai sorci verdi, Gigio è venuto a trovarmi. Invece poi era Giacomo IV, bisnipote del primo lucertolozzo inquilino fra i fiori.
2 dei miei coinquilini precedenti avevano ammazzato il suo bisnonno Giacomo I a colpi di insetticida (una bomboletta intera) e lo avevano lanciato dalla finestra, ma Giacomo II sapeva che io non avrei mai permesso un affronto del genere (realizzarono l'ignobile atto in mia assenza) e per farmi perdonare da tutta la famiglia lucertolosa ora tengo nella fioriera un minicontenitore per il compost, che attira tanti bei moschini di cui Giacomo IV fa grandi scorpacciate. Se vi chiedete dove sia finito Giacomo III non lo so, l'anno scorso non vivevo qui.

In ogni caso, tornando a Gigio, ero sicura della sua presenza.
Smuoveva un po' di cose di qua, faceva rumore di là, ci lasciava un po' di cacchette soprattutto in cucina.
Parlando con le coinquiline gli avevo detto che dovevano pulire di più e buttare la spazzatura tutti i giorni, soprattutto le scatolette di tonno vuote, di cui a quanto pare Gigio era ghiottissimo.
Però poi durante la settimana io non sono mai a casa, e temevo che queste due sarebbero state prese da furia omicida topicida. Così chiedevo su vari forum vegani come acchiappare un sorcio senza ucciderlo e non vedevo l'ora che arrivasse il fine settimana per porre rimedio alla situazione.

Il primo passo è stato fermare per strada dei bulgari che cercavano metallo nei secchi della spazzatura e chiedergli di venirmi a liberare la zona stenditoio, dove Gigio avrebbe potuto nascondersi, da un sacco di vecchie inferiate, una porta di ferro ed altra roba di metallo che erano lì da prima che io entrassi in questa casa. Non li avevo mai potuti buttare perché pesavano una caterva, non li avrei potuti semplicemente buttare nel normale secchione e comunque non ce l'avrei fatta a portarli giù. Ma la forza della disperazione mia, combinata al desiderio di questa coppia a cui non pareva vero di ottenere un centinaio di kg di metallo così facilmente, ci ha permesso di sbolognare tutti i rottami in meno di un quarto d'ora.

Il secondo passo è stato chiudere il buco di accesso la porta da cui Gigio entrava alla stanzetta dove teniamo i contenitori della spazzatura al ristorante. Non avendo di meglio, l'ho tappato con dei vecchi CD incastrati nei tubi dell'acqua che si trovano provvidenzialmente sopra il buco. Sapevo che c'era un motivo per cui a volte conservo cose totalmente inutili. Così se Gigio era fuori non sarebbe potuto rientrare, e se era dentro, prima o poi lo avremmo visto (a meno che non si nasconda nella stanza della coinquilina che non vedo mai).

Il terzo passo sono state le GRANDIIIIIIIII pulizie.
Stamattina ho rivoltato il salone da cima a fondo. Ho alzato tutti i mobili, ho passato la scopa, ho passato l'aspirapolvere, ho lavato, ho rilavato, ho tolto tutti i teli che coprono divani, poltrone, letto extra, ho mosso i cuscini, ho aperto e chiuso tutte le scatole. Gigio non c'era.

Non era il mio turno di pulire la cucina, ma la coinquilina incaricata non è in casa da 3 giorni. E non mi andava che il turno saltasse, così ho deciso almeno di dare un'occhiata e capire dove si potesse nascondere Gigio.

Di buon mattino mi sono dedicata alla stanzetta sopracitata, quella dei contenitori della mondezza e della lavatrice. Ho tolto di mezzo vecchi pezzi di parquet, ho buttato tavole di legno di armadietti cambiati 2 anni fa (non chiedetemi perché queste cose erano ancora tutte qua), ho messo in ordine, ho pulito con 5 prodotti diversi, ho messo due lavatrici, ho eliminato tutto il superfluo e già che c'ero ho pure aggiustato una lampada.

Poi mi sono preparata il pranzo, ma la coinquilina assente non era ancora tornata e con l'altra coinquilina ho cominciato a parlare del perché non volevo uccidere un topo innocente, del fatto che secondo me bastava pulire un po' di più per evitare 'sti problemi, e ho deciso di mettere un po' in ordine per facilitare l'opera di pulizia della coinquilina assente che chissà quando sarebbe tornata.

Ho pensato di pulire il frigo dentro, già che c'ero, e ho scoperto che c'erano delle formiche in frigo! In frigo! Cioè, ormai siamo arrivati all'assurdo!!! Sorcio, lucertole, formiche, potrei aprire un circo.
Così con il fumo che mi usciva dalle orecchie ho svuotato il frigo, l'ho riordinato e ho pensato di dare un'occhiata al cestino della frutta. Io non ci tengo nulla, perché ne ho talmente tanta di frutta e verdura che quella che tengo fuori è in un ripiano a parte.
Beh, cari miei, c'erano delle belle patate marce, kiwi liquefatti, pompelmi mosci. E sotto il cestino un sacco di caccotte di Gigio.
Così ho pensato che magari si era rifugiato dietro al frigo.
L'ho mosso un po' e non si è mosso nulla.
L'ho spostato e per terra c'era una macchia abbastanza grossa e fetida.

Per questo il primo giorno che ero tornata a casa dopo le vacanze quasi schiatto dalla puzza di morto.
Perché ecco a voi cosa c'era dietro al frigo.

AVVERTIMENTO: FOTO MACABRA. 
NON GUARDARE MENTRE STATE MANGIANDO ...


Se non si capisce, beh, trattasi del cadavere spiaccicato di un topo, morto da più di due settimane, sicuramente fulminato e successivamente schiacciato. E l'altro topo, quello VIVO, che era in casa in questi giorni, doveva essere sua moglie o suo figlio, perché oltre a cercare cibo si recava giornalmente dietro al frigo, come se andasse al cimitero, perché suo marito o suo padre era morto. 

Ci sono rimasta di sasso. Che morte atroce.
L'altro topo che ho visto nella mia stanza non so se sia ancora per casa, spero di no, spero non torni perché non troverà più neppure la tomba dove piangere il defunto.
Uno spettacolo davvero terribile. 

Ho pulito e disinfettato la cucina per due ore, poi mi sono fatta una doccia bollente.

Ora ho come l'impressione che mi pizzichi tutto, sono stanchissima perché è dalle 8 che ramazzo e prego Ganesha, il dio elefante che cavalca un topo, che non mandi più nessun topolino in questa casa, che questo non è il tempio di Karni Mata (per saperne di più guardate qui) e che se ci ritroviamo un altro topo in casa, nonostante i miei sforzi vegani di difenderlo, potrebbe finire ucciso da una scarica di sedia elettrica frigo.

Quanti di voi facevano il tifo per il topo?



17.4.13

Nuovo coinquilino

Come sapete quest'anno non sono stata molto fortunata coi coinquilini tanto da domandarmi se non sia forse il caso di andare a vivere da sola dopo 14 anni di condivisione case con i soggetti più disparati da sparargli.

Quest'ultimo coinquilino è arrivato l'altro giorno tardissimo. Non lo aspettavo.
Non saluta, anzi quasi quasi morde; è un tipo schivo e molto notturno.
A volte fa parecchio rumore, altre non si vede e non si sente.

E subito ha cominciato a lasciare segni della sua presenza ovunque.

Prima in cucina, smucina di qua, smucina di là, e tocca cose che non sono tue.
Al suo passaggio tocca disinfettare.

Poi in salone, in cui finalmente non dorme più l'altra coinquilina, che si è convinta ad usare la sua stanza.
Io il salone non lo uso quasi mai, anche perché non sono quasi mai a casa, ma ci tengo quasi tutti i i miei libri di lezione perché tenerli in camera da letto mi faceva pensare al lavoro 24 ore su 24. E ci tengo pure varie altre cose, scatole di fotocopie, altri libri, oggetti vari che non voglio buttare ma che non uso nemmeno troppo.
Il coinquilino è come un tornado, si ficca in tutti i posti, gira e rivolta.

E poi ha invaso il balcone, che comunica con il salone e con la mia stanza, e non so, è un po' scomodo avere qualcuno a 2 metri da me mentre sono a casa magari a dormire o guardare a ripetizione lo stesso video di youtube per cavarci un listening per le mie classi. Ma non mi pare il caso di creare turni di uso del balcone, come turni delle pulizie che comunque non sempre vengono rispettati.

Le altre due coinquiline se la ridono, ma che sarà mai, non farne una tragedia, che vuoi che sia, anche io ho avuto vari coinquilini così, pulire ancora? perché? Hai paura che tocchi il tuo cibo? Ma daiiii ...

A me esce il fumo dalla orecchie, ci mancava solo questo.
Vorrei cacciarlo, ma non so come fare.
Devo davvero parlarne con il padrone di casa.

Ma il peggio del peggio è stato quando il mio caro coinquilino me lo sono ritrovato in camera mia, di notte.
Che faceva? Mi guardava? Mi osservava nel sonno?
Sarà innamorato di me?
All'inizio ho pensato di avere le traveggole, non può essere, non oserebbe.

Poi l'ho colto in flagrante, mentre cercava chissà che in una mia borsa.
Dove tengo l'ipad, il portafoglio, delle fotocopie e documenti.

Ma al coinquilino non interessava niente di tutto ciò.
No, lui era tutto intento a cercare di aprire un pacchettino di gallette di riso soffiato.

Perché il coinquilino non è un ladro.
Io lo chiamo Gigio.

Il coinquilino è un TOPO!!!!

Sì, cari miei, a causa del caldo e dei mancati turni di pulizie e spazzatura non buttata nelle mie due settimane di assenza, un topo è entrato da un buco del muro della cucina e l'altra notte me lo sono ritrovato in camera, proprio come ho descritto, che smucinava in una mia busta alla ricerca di cibo. E secondo me mi ha pure morso un dito mentre dormivo! E proprio come ho raccontato le coinquiline ci hanno riso su e non è che si siano preoccupate più di tanto.

A me gli animali piacciono, e non ho nessuna intenzione di ucciderlo, perché mica è colpa sua che questa casa gli possa sembrare un ristorante a buffet dove strafogarsi a piacere.

Ecco, se avete soluzioni VEGANE per sfrattare Mr Gigio fatemi sapere.
E vediamo se questa è la volta buona che si cominciano a rispettare i turni dele pulizie!
Per il momento, nonostante i 30 gradi, dormo con la portafinestra chiusa, che non mi va proprio di ritrovarmi a letto con Gigio, non è il mio tipo, troppo pelosone.

21.7.12

Cerco coinquilini ...

L'anno scorso di questi giorni cercavo casa.
Stavo per trasferirmi in Slovenia e vagavo su internet un po' preoccupata alla ricerca dell'appartamento e del coinquilino perfetto.

Da un mese sono ritornata nel vecchio appartamento a Murcia dove vivo dal 2007.
E tocca a me mettermi alla ricerca di coinquilini, perché da settembre sarò sola.

E qui cominciano a porsi i problemi.
Perché quando ero giovane non è che me ne fregasse molto con chi vivevo.

Così ho condiviso casa con gente di tutti i tipi.
Leggere per credere.
http://comeniusinslovenia.blogspot.com.es/2011/11/coinquilini-i-parte.html

Poi dopo alcune esperienze con folli pericolosi,`per esempio questi
http://comeniusinslovenia.blogspot.com.es/2011/11/coinquilini-ii-parte.html
ora ci vado coi piedi di piombo.

A Murcia negli ultimi anni ho avuto abbastanza fortuna.
A Lubiana mi sono innamorata di un appartamento perfetto per me e io e la mia coinquilina, seppure diversissime, abbiamo convissuto senza mai litigare per 10 mesi.

Ora però tocca a me cercare coinquilini.
Selezionare.
Scartare.
Spaventare con le mie assurde richieste.

Perché a me non importà l'età.
Non mi importa se il coinquilino è maschio o femmina.
La nazionalità è indifferente.

Basta il futuro coinquilino sia silenzioso e non puzzi.

Vabbè, detto così sembra un po' riduttivo.
Però c'è qualcosa nel mio annuncio che li spaventa.
Forse l'incipit.

In questa casa è proibito fare feste ...

Sì, comincia così!
Ho una certa età.
Ho vissuto in appartamenti fiesta fiesta già parecchie volte.
Non mi voglio svegliare e camminare su un pavimento appiccicoso.
Non voglio andare in cucina e trovare le macerie di un'ubriacatura collettiva.
Non voglio passare per il salone e trovare sconosciuti stravaccati sul divano.

Vabbè una cena ogni tanto, e certo si possono pure festeggiare i compleanni, e perché no, il carnevale o la Pasqua. Però feste il mercoledì che si protraggono fino alle 6 di mattina, o il salone invaso da maschi invasati a giocare alla playstation tutta la notte, o le serate a giocare al poker facendo le ore piccole, per favore no!

Poi continua con:

In questa casa è proibito fumare ...

Io sono allergica, odio il fumo e quindi meglio patti chiari amicizia lunga che ritrovarsi coinquilini che fumano di nascosto in bagno.

Poi aggiungo che:

Preferisco gente silenziosa e che rispetti la privacy

Insomma, viviamo in un bellissimo comprensorio tranquillo, dove la mattina ti sveglia il cinguettio delle rondini. I vicini non si vedono e non si sentono e vorrei evitare che per colpa di qualche scalmanato chiamassero la polizia.
Niente musica forte, niente urla per il corridoio, niente zoccoli a mezzanotte.
Che già di per sé la Spagna è un Paese a elevato numero di decibel, vorrei evitare di essere assordata pure in casa.
E la regola minima del rispetto delle porte chiuse dovrebbe essere chiara a tutti, ma a certi non entra proprio in zucca che se sono in salone o se ho la porta aperta ho voglia di socializzare, ma se sono in camera con la porta chiusa magari sto dormendo, o sto lavorando, o semplicemente mi va di stare per i fatti miei.

E poi continuo con:

Questo appartamento rispetta l'ambiente : recicliamo carta, vetro, plastica, medicine, batterie, abiti usati.
Spegniamo le luci e lo scaldabagno quando abbiamo finito di usarli o prima di uscire di casa.

Perché poi uno non è che si può lamentare delle bollette salate se si lascia tutto accesso a tutte l'ore!

E non bisogna poi dimenticare che:

Qui abbiamo i turni delle pulizie delle zone comuni. Rispettali!
I piatti si lavano tutti i giorni, non una volta a settimana o quando li hai esauriti tutti!

A me sembrano cose di normale amministrazione, ma dato che ho visto cose che voi mortali neanche potete immaginare, penso che ci sia gente a cui non importa se le cucarachas (scarafaggi) invadono la casa e banchettano con i resti del pranzo di tre giorni prima, altre personoe che dormono pure se scoppia la III guerra mondiale o se gli organizzano un rave in casa, altri che non aprono mai le finestre neppure per sbaglio e che sono abituati a vivere nella puzza.

Poi certo il mio sogno potrebbe essere vivere con vegetariani, multilingue, che si levano le scarpe appena entrati in casa (come si fa in Slovenia e in molti altri Paesi in cui non si vuole trascinare lo sporco di strada in casa). Con cui parlare, con cui organizzare cenette multietniche, con cui andare al cinema con la mia tessera gratis.

Insomma, ci sarà qualcuno là fuori che cerca un posto così?

E voi, quando avete dovuto condividere casa, quali erano le cose che proprio non sopportavate? Secondo quali criteri selezionavate i coinquilini?