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26.8.12

Varsavia, impressioni fugaci

Sono partita.
Sono tornata.
Mi è sembrato un soffio, questo viaggio.

In Polonia ci tornerei e a Varsavia mi da pure l'impressione che potrei viverci.
Varsavia, fondata dal pescatore Wars, che si ritrovò nelle sue reti una sirena (emblema della città), che gli promise eterna protezione in cambio della libertà.

Perché questa città ha tutto.
Perché è moderna ed antica (seppure quello che si vede sia un'antichità ricostruita, dato che durante la II Guerra Mondiale era stata pesantemente bombardata e devastata - l'83% della città andò distrutto e i 2/3 della popolazione uccisi).
Perché ci sono fiumi di gente cammina spedita, ma poi ti ritrovi in angolini silenziosi fuori dal mondo.

Perché arrivi a uno dei grandi parchi, per caso, e ci trovi amache appese agli alberi e gente stesa a leggere, a pensare, a godersi le nuvole che corrono in cielo, a bersi una birretta da mezzo litro che costa meno dell'acqua.
Perché di turisti non se ne incontrano molti e i camerieri in certi ristoranti non parlano neanche inglese e grazie al poco sloveno che so, magicamente, capisco il polacco.

Perché ci sono i tram, eppure non sferragliano rumorosi.
Perché la strada dell'ostello è strapienissima di bar però non sento urla di ubriachi.
Perché è pulita e l'aria non puzza di smog.

Perché infine ho trovato il Salad Story http://www.saladstory.com/menu/salatki e, pur trattandosi di una catena, ho mangiato un'insalata gigante buonissima e un succo di mora da mezzo litro.
Perché mi piacciono i Paesi dove si trovano le zuppe pure d'estate (al pomodoro, cavolo, cetriolo ...)
Perché ci sono i graffiti.
Perché si può andare a piedi sui marciapiedi larghi e avere la sensazione di essere a Parigi, San Francisco, Vienna, Praga, Stoccolma, e invece sei a Varsavia, e a tutti quelli che mi avevano detto ma che ci vai a fare, non c'è niente da vedere dico menomale che c'è tanta gente che la pensa così, e i turisti non ci vanno e Varsavia è tutta per me.
E per chi aveva letto il post pre-partenza e la mia ansia da sottopassaggio presso la metro Centrum (vedi qui), aveva ragione Valentina, è una follia!
Sembra di essere stati infilati nella centrifuga di una lavatrice, perché questi tunnel sotterranei sono pieni di gente che corre e tu disorientato vedi negozietti di calze, tabacchi, dolci da 3 milioni di calorie, dituttodipiù e credi di andare a destra e invece sbuchi dall'altra parte della strada, o fai il giro in tondo e riesci sullo stesso marciapiede, solo 5 metri più in là.
Poi però ne capisci la logica e quando riesci ad arrivare a piedi, attraversando queste bolge infernali, al parcheggio dove prendere l'autobus per l'aeroporto, in meno tempo di quanto ci ha messo il taxi il primo giorno, allora sì che ti senti di averla conquistata questa città.
Trovate tutte le foto qui. Non sono molte e ammetto di non aver visto tutto quello che avrei voluto, ma diciamo che questo è stato un assaggio e che Ryanair permettendo credo proprio che ci tornerò.


21.8.12

Da Varsavia con amore ... E pioggia!

Ieri pensavo che quest'anno non sono andata in Scozia.
Mi sono scordata che quest'anno però ogni mio desiderio è un ordine e così la Polonia è verde e il cielo gronda proprio come nell'Alba (nome gaelico per la Scozia) del mio cuore.

Sono arrivata.
Ho preso al volo lo shuttle bus dall'aeroporto senza poter cambiare gli euro.
Ho seguito il percorso sull'Ipad e ho addirittura potuto usare internet dato che c'era WiFi.
C'era pure l'aria condizionata pinguinosa.
Uguale uguale che il bus-navetta Ciampino-Roma. NO.

Poi in città dato che mi aspettavano ho deciso di prendere il taxi.
Il tassista però non aveva chiaro dov'era l'ostello o forse aveva la vocazione guida-turistica perché invece di andare tutto dritto mi ha fatto fare un giro e passare davanti a tutti i monumenti.
Forse voleva guadagnarsi i 10€ che mi ha chiesto spegnendo il contachilometri.
Era l'unico taxi in giro nei pressi della fermata dello shuttle-bus quindi non avevo scelta.

Ho seguito incuriosita il suo itinerario sull'ipad e aun certo punto ho pure creduto che mi stesse riportando all'aeroporto. Non parlava inglese e il nostro dialogo è stata un misto di polacco-sloveno.

Devo dire che sono davvero meravigliata.
Neanche questa città me la immaginavo così.
Grande, curata, moderna.
Mi ha ricordato Berlino.

Anche l'ostello (Moon Hostel, Foksal 16 http://moonhostel.pl/hostel-warszawa-en/start/ decisamente fedele alla descrizione sulla pagina web. Nuovissimo, centralissimo, silenzioso (almeno la stanza dove sono io, che da sul cortile interno e che ha addirittura un bel balconcino).

Prima passeggiata serale per le strade intorno all'ostello.
Una marea di ristoranti, bar, pub.
Colpiscono la mia attenzione i numerosi localini di Bubbly tea (tè bollicinoso) e come una bambina di 3 anni faccio i capricci finché non me ne prendo uno qui
http://www.waymarking.com/waymarks/WMEYDY_Pij_herbate_Warsaw_Poland

Scelgo un tè nero con latte e noci.
Che vi devo dire?
Starò diventando una vecchia signora amante del tè al limone in tazza di ceramica, perché questo bibitone di tè freddo ai suddetti gusti mi sembra risciacquo di coppetta di gelato alle noci.

Sarà che forse ho evitato l'optional che rende questa nuova moda speciale: pallettine di gelatina alla frutta o alla tapioca, che possono essere aggiunte al tè e bevute attraverso una cannucciona.

Alla fine vorrei pure cenare ed entro nel miniristorante accanto che propone piatti vegetariani.
Poi però il menu recita: pollo vegano, maiale vegano, anatra vegana.
E non sono fatti di soya o tofu. 

Mi nutro allora delle decine digraffiti sui muri e di una scatoletta di mais comprata al negozio di alcolici aperto 22oresu24. E mi riprometto di cercare qualche posto davvero vegetariano.

La notte è allietata dal primo acquazzone e ora è arrivato il momento di mettersi in marcia e fotografarepasseggiareguardaresognareperdersi.


20.8.12

E si riparte, destinazione Polonia!

C'era un tempo in cui cominciavo a preparare la valigia con un mese d'anticipo.
Mettevo dentro, tiravo fuori, aggiungevo, toglievo e facevo stressare tutta la famiglia.
Forse perché i miei viaggi erano sempre (più) lunghi.
Le estati negli USA. L'erasmus in Spagna, gli assistentati linguistici in Scozia e di nuovo negli USA, e poi le valigione di ritorno in Spagna ogni volta, piene di prodotti di sopravvivenza e smercio (biscotti, saponi intimi, creme per il corpo, pasta buona, preparati vari per sughi, lievito pane degli Angeli, peperoncini, caffè).

In realtà mica è passato così tanto tempo, giusto un anno fa di questi giorni ero alle prese con i valigiamenti pre-trasferimento in Slovenia (vedi qui).

Oggi invece parto per una toccata e fuga in Polonia, a Varsavia.
Scelta a caso come punto di convergenza per viaggiatori che si rincontrano provenienti dai punti cardinali dell'Europa.
Poi mi dicono che non sia così bella, che sia stata quasi tutta ricostruita, che perché non hai scelto invece Cracovia, che si mangia un sacco di carne ...

E stavolta la valigetta 10kg Ryanair non ho ancora finito di farla.
Parto dopopranzo e ho giusto dato un'occhiata ora a dov'era l'ostello.
E mi sono ricordata di Valentina, una blogger-mammatuttofare che vive fra Polonia e Svizzera e che su Varsavia aveva scritto un po' di post.

Ero indecisa sul rileggerli o no, mi ricordavo delle belle descrizioni, soprattutto di parchi, di verde, e di robba da magnà (lo scrivo così, perché a mia mamma da fastidissimo che io dica magnà invece di mangiare), ma anche qualcosa di terrificante.

E avevo ragione.
Qua infatti descrive il labirintico sottopassaggio che dovrò attraversare oggi.
Sarò io uno di quegli sprovveduti turisti che discendono nei sotterranei polacchi e non riemergono più?

In ogni caso mi ci voleva questa partenza.
Dopo un anno di gironzolamenti - che mi hanno portata, oltre a Italia-Spagna-Slovenia, anche in Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Serbia, Ungheria - sono stata colta da un'apatia sud-Europea.
Insomma, non va bene.
Ho avuto un mese libero e mi sarei pure potuta organizzare meglio.

Poi invece a Roma quest'anno mi è venuto da fare cose assurde come:

- non mangiarmi nemmanco un gelato (penso che questo sia la causa di tutti i miei scompensi)
- tirare giù tutti i miei diari segreti da quando avevo 13 anni in poi, farmi una bella overdose di polvere, leggerne parti a casaccio, buttare alcune delle lettere d'amore scritte a maschietti che non mi consideravano e mai mandate, rimettere tutto a posto.
- guardare a raffica puntate di un terribile show televisivo britannico, Supersize-Superskinny
http://en.wikipedia.org/wiki/Supersize_vs_Superskinny


- Uscire con mamma e papà ed affidare a loro la macchina fotografica facendomi quasi tagliare la testa in parecchie delle foto.

Si vede che è proprio arrivato il momento di partire o la testa la perderò davvero!