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3.10.16

A casa di nonna Papera

Non so quanti anni fa ho conosciuto nonna Papera.
Una nonna Papera tecnologica però, perché ci siamo incontrate online, blog di qua, blog di là.
Il minimo comune denominatore era che lei cercava info sulla mia amata Scozia (anche se all'epoca viveva o stava per vivere nella sua amata Australia) e che pure lei è de Romaaaaa.

Gira che ti rigira la povera nonna Papera finisce in Scozia ad AbMerdeen a studiare e allora durante questo viaggio, che noi si va su su su alle Orkey, si decide di ricalare giù prendendo un traghetto notturno e approdando proprio ad Aberdeen. Che in fondo non ci sono mai stata e voglio vedere coi miei occhi se è davvero così brutta! Nonna Papera appena trasferitasi nella sua nuova casa ad agosto 2015 ci aveva detto gioiosa che ha due bei divani per couchsurfer come noi. E noi la prendiamo in parola. Se ne pentirà?

Ed eccoci ad agosto 2016, alle 7 di mattina giù dal traghetto in cui nonostante la notte buia e tempestosa abbiamo dormito benissimo, pronte a conoscere nonna Papera e suo marito (ebbene sì, Nonna Papera è sposata, guardate qui e qui, io non lo avevo mai visto 'sto marito, forse era scappato con l'amante russa).

Il resoconto viaggereccio di ciò che abbiamo fatto a Aberdeen e dintorni (compresa la caccia a uomini in gonnella) finirà in altri post, questo invece è un post riservato solo a loro due, Serena e Alessio, e alla mia restaurata fiducia nei blog incontri dopo esperienze diciamo non proprio positive.

Stavolta nel mio cervello non c'era quella vocina che diceva: ma che cavolo stai a fà?? Te stai a sbajà!!!
No, stavolta c'erano i messaggi vocali della nostra cara nonna Papera che ci annunciava che aveva riempito il frigo all'inverosimile di roba vegana, e aveva capito appieno l'essenza di noi viaggiatrici locuste.

Ed è stato proprio così, un banchetto continuo di prelibatezze, bottone dei pantaloni slacciato perennemente, un sacco di risate a scartabellare libri di sessuologia di studi passati, caffè fatti con l'acqua frizzante, presunte amanti russe che si manifestano quando noi donne siamo assenti.
E poi corse sotto la pioggia all'Asda a comprare dei reggiseni che infine sono come li voglio io, mangiare gelati vegani seduti al supermercato mentre tutti ci guardano, cercare di sbolognare banconote da 100 pound con commessi che pensano di sicuro che siamo mafiosi, temere che la mia maglia e i miei jeans all'ultimo stadio di vestibilità vengano gettati da Serena coalizzatasi con mia madre.



È un po' come essere di nuovo al liceo. 
È casa lontano da casa, è cultura condivisa, è la bellezza di qualcuno che si prende cura di te.
È quella scintilla che scocca quando, pur non ricercando gli altri italiani all'estero, ne trovi alcuni che ti fanno sentire quella strana nostalgia canaglia per un Paese (o forse per un'idea di casa) in cui non vivi da tantissimo tempo.

Nostalgia di momenti legati alla beata giovinezza, quando uno ancora non aveva avuto a che fare con i problemi burocratici, le tasse, le lotte per trovare lavoro, le bassezza e bruttezza di certa gente.

Ritorniamo ragazzini, che parlano di cartoni animati, di canzoni, di cose buone da mangiare.
Ritorniamo ragazzini che hanno sempre fame, che fanno i gridolini al supermercato per aver trovato il caffè all'arancia o un intero bancone di veggieburger.


E allora grazie Serena e Alessio, we love you!
E in Australia mi raccomando, una casa con due bei divani comodi, che arriviamo a svuotarvi il frigo!

11.4.16

Curiosità di viaggio # 3

A Madrid sono andata in un negozio/supermercato per me paradisiaco.
Si chiama Cosmo Cash and Carry e vende prodotti asiatici, africani, sudamericani e di tutto di più. 
L'avevamo scoperto ad agosto, questa volta ci sono andata a fare la spesona. Mi pento di non essermi organizzata meglio e di non aver portato una valigia più grande, perché per vegani ci sono un sacco di cose.

Ci saremo rimasti più di un'ora, a cercare di capire cos'erano certe robe, a leggere ingredienti sconosciuti, a gioire per la quantità di piccantezze varie, e io a fare foto!

Ora ho scoperto come si diventa pigri. Mangiando gandules!
In spagnolo gandul = pigro!

In italiano 'sta specie di fagiolo/fava si chiama Caiano, mai sentito?



 


Volete fare un bel regalino di Natale a qualcuno che non sopportate?
Ecco, questo quadro maledetto, a cui si attribuiscono disgrazie, fa sicuramente al caso vostro.
Era in bella mostra nella vetrina di un negozio che vendeva pozioni e filtri vari (sesso, amore, soldi, crescita capelli, depilazione perpetua), candele e incensi per tutti gli angeli e arcangeli esistenti, rosari e catenelle di mille colori, erbe e polverine, statuette ...

Qué mal rollo - come si dice in spagnolo. Proprio da brividini.
Eppure dentro c'era gente che comprava, che si faceva consigliare, che adocchiava i filtri amorosi.


Madrid è una città multiculturalissima, ci sono ristoranti di tutti i tipi. 
Se vi piace il cibo asiatico e siete vegani (ma anche per onnivori) e avete uno stomaco bello capiente, vi consiglio il ristorante Shi-Shang, che è a buffet e potete mangiare tutto quello che volete a poco prezzo, senza sapere esattamente cosa state mangiando! È in centrissimo, a pochi passi dalla Gran Via, e dopo averci mangiato avrete soddisfatto la vostra voglia di puzza di fritto per almeno 6 mesi. Scherzo! Vale la pena andarci, vi sorprenderà quel sembra carne, ma non è ...

Tornando alla varietà di ristoranti, proprio nella stessa zona ho visto questo ameno cartello
FORMICA SALE SULL'ALBELO ... notare che hanno beccato la prima R, ma alla seconda niente, non ce l'hanno fatta. Ma cosa conterrà questo piatto?  In italiano come si chiama?
In spagnolo è 'sta roba qua, che proverò a veganizzare prossimamente usando robetta comprata al negozio di sopra.



Rimanendo in tema cartelli, eccone uno trovato nel bagno delle donne del B13 (altro ristorantino raccomandabilissimo a Madrid, calle Ballesta 13) - 100% vegano, porzioni abbondanti, atmosfera rilassata e molto minimal, davvero economico, la tortilla de patatas vegana più buona che io abbia mai provato.
Però non è del cibo che voglio parlarvi, ma del fatto che in questo locale nel bagno delle donne si specifica che se si ha intenzione di fare pipì in piedi, allora bisogna alzare la tavoletta.
Come lo interpretare? Io l'ho interpretato come donne trans benvenute nel bagno delle donne, e benvenuto anche il GoGirl, che se non sapete cos'è, guardate un po' qua.
Anche se poi tanti anni fa ho avuto una coinquilina che senza pene e senza GoGirl faceva comunque la pipì in piedi ed è vero, avrebbe dovuto alzare la tavoletta.



E per finire la carrellata delle stupidità, parliamo di un altro quadro.
A Madrid si può visitare gratis di sabato la Casa Museo di  Sorolla e ci sono quadri davvero belli (qualche esempio qui), forse perché molti dipinti in stile impressionista in riva al mare, quindi per me una bella overdose di blu.

Però trattandosi di un post scemo, ma a voi questo bimbo del quadro non sembra Gollum????



E con questo si conclude la carrellata di culinariartistiche scemenze di oggi.

18.7.15

Capriole

Quasi un mese senza scrivere.
È stato un luglio particolare, ore lavorative (e stipendio) ridotte, all'università a insegnare al massimo fino alle 2.30.
Ho una classe di gente tranquilla, normali, carini. Nessuno psicolabile.
Fanno i compiti, partecipano, tutti molto interessati, le 3 ore passano veloci, veloci, tanto che a volte mi sbaglio e mi devo mettere la sveglia per ricordarmi quando la lezione finisce.

I primi giorni però sono stata disorientata. Pomeriggi liberi? E ora che faccio?
Ero partita con un sacco di buoni propositi: allenamento, dieta crudista, studiare svedese.


È andata bene per qualche giorno, a mangiare i pomodori del balcone, fare 9km a piedi di ritorno dal cinema, comprarmi carciofi per merenda invece che bombe caloriche.

Ma a 40-45º il cervello va in tilt.
E i buoni propositi fanno una piroetta a 180º trasformandosi in: fare la siesta, mangiare gelati (vegani) e un sacco di altra roba, andare al cinema col tram a vedere qualsiasi cosa per approfittare dell'aria condizionata in sala (che io a casa non ce l'ho).


Le mie interiora soffrono per l'attacco di grassi, glutine e zuccheri.
Ogni giorno mi riprometto: da domani solo cocomero!
Ma poi c'è sempre qualcuno da salutare perché non lo vedevi da tanto tempo, un giretto in centro, qualche tapa, fa caldo, che ti vuoi far mancare un gelato?

Da brave suicide io e Marghe certi pomeriggi usciamo alle 5, sotto il sole a picco, sperando di dimagrire per evaporazione. Arriviamo in centro con pause cibo varie e, sarà forse un miraggio, ci ritroviamo nel bel mezzo di uno spettacolo di balli folclorici.
D'oriente dice il cartello.
Nizza, dice il tamburo di uno dei suonatori.
Vabbè, però ha ragione mamma, a Murcia esci per strada e ti trovi sempre una sfilata, una processione, qualcosa di non annunciato che ti sorprende.
Durante l'anno chissà quante me ne perdo, di queste manifestazioni estemporanee, con cinesine ginniche che si arrotolano le gambe intorno al collo, draghi con le mani di Mickey Mouse, coreografie di asiatici-francesi che sudano le 7 camicie.


Ieri era l'ultimo venerdì di lezione, la prossima settimana sono già gli esami.
In classe stiavamo parlando di sogni, di chi avrebbero voluto essere per una settimana se avessero potuto scegliere: Obama, un compositore che non conosco, Peter Griffin, un'aquila ...
Manco a farlo apposta l'ultimo a rispondere dice Sean Connery. 

Gli dico: così potresti metterti un kilt, vero? - e rido sotto i baffi.
Ho la lezione sulla Scozia preparata per l'ora successiva. 
Il kilt è proprio lì, in una scatola davanti a me. 
Certo - dice lui.
A volte ciò che si desidera diventa realtà in 4 e 4 8.
Tiro fuori baracca e burattini e fra gli applausi della classe e con sottofondo musicale di cornamuse, trasformo l'alunno in scozzese, tanto che lui vorrebbe addirittura togliersi i pantaloni.


Da lì risate a go-go e foto ricordo con minacce di accoltellamento se non fanno i compiti.

6.2.15

Er mejo der Colosseo

Certe ciambelle riescono proprio con il buco.

Sono a Roma, lo sapete e di solito quando ci torno d'estatepasquanatale ci sono sempre un sacco di cose da fare e finisce che non esco dal mio quartiere e incastro incontri di famigliamici, ma mi rimangono in testa troppi avrei voluto o sarei voluta andare.

Uno di questi ultimi era un sareivolutaandare al ROMEOW CAT BISTROT (questo qui), aperto proprio a dicembre a 10 minuti a piedi da casa di mamma e papà, nuova casa di uno dei gatti di Luna di Formaggio, il rifugio per cani e gatti che gestisce mia sorella http://www.lunadiformaggio.com.

Quando poi avevo letto che la cucina sarebbe stata vegana, fremevo per andarci, ma quando infine avevo ritagliato una mattinata libera, grido di mannaggiaipescirossi, era lunedì ed era chiuso!


Questa volta mi sono ripromessa che non avrei lasciato sfuggire l'occasione, e quale migliore momento se non una cena con la mia amichetta Jasmina, in visita - per pura coincidenza - dalla Slovenia del mio cuore? Lei è stata la mia ispirazione vegana e allora cosa poteva esserci di meglio che celebrare 25 anni di amicizia se non una cenetta in un posto speciale?


Romeow è tutto ciò che mangiare fuori significa per me.

Un posto accogliente, gestito da persone carinissime che ti fanno sentire subito a casa, decorato nei minimi dettagli in modo creativo e particolare. Musica di sottofondo, cibo fantastico e poi loro, i 6 gattoni, che gironzolano, si arrampicano, sonnecchiano e ti ricordano, con la loro semplice presenza, che nella vita ci meritiamo di fermarci, tranquilli, a cenare, pranzare, fare colazione, mangiarci un dolcetto, chiacchierare, respirare e dimenticare il mondo di fuori che corre.




Le foto fatte con il cellulare non rendono (guardate il loro facebook linkato sopra) e sono talmente tante le cose che abbiamo provato che ora non ricordo più gli ingredienti e i nomi, ma solo la delizia dei sapori. Soprattutto della torta raw al cioccolato, me la sogno di giorno e di notte! La ricetta la trovate qui http://www.sugarless.it/?p=1482#more-1482



Così ci sono pure tornata, per una tarda colazione con mamma e papà, e per qualche altra foto e un'oretta di pace. Perché Romeow NON è un cappuccino bevuto di corsa prima di scappare chissà dove, ma il concedersi volutamente una pausa anche solo per guardare uno dei gatti dormicchiare o arrampicarsi sempre più in alto.






Che dopo 15 anni lontana da Roma io i ritmi frenetici non li capisco più, e Romeow è quell'oasi di tranquillità dove rifugiarsi e semplicemente godersi la vita! Da non perdere!




Il Romeow Cat Bistrot si trova a Roma, Via Francesco Negri 15, facilmente raggiungibile a piedi dalle fermate metro Garbatella o Piramide. Chiamate per prenotare a pranzo e cena, perché sta avendo un incredibile successo ed è quasi sempre tutto pieno
tel. 06 57289203 - romeowcatbistrot@gmail.com

http://www.romeowcatbistrot.com/

25.9.14

Settembre, mese di ...

Come tutti i mesi di settembre mi vengono in mente un sacco di cose, di essere ordinata, di farmi schemi su schemi di progetti, di esami da passare, di allenamenti, ... di mettere a posto la scrivania per cominciare a  studiare indovinate un po' cosa?

 

SVEDESE. 
Ci ho già provato due anni fa, avevo cercato pure un prof , ma niente di fatto.
Stavolta allora uso un altro metodo.
C'è una pagina su youtube con un sacco di video Learn Swedish with pictures, frasi, verbi, presentazioni, suoni.
Quando sono a casa la metto in sottofondo, a ruota libera, senza sosta.
Non guardo come si scrivono le cose, e neppure il loro significato. Ogni tanto butto un occhio allo schermo, e collego le immagini alla parola. Ma non sempre.
Così cerco di riprodurre l'apprendimento di un bambino, che sente frasi su frasi, molte ripetute, e gli vengono indicati oggetti, ma non sempre.
Insomma, per ora so capire/ dire varie cose, le so pronunciare, ma non so esattamente cosa vogliano dire. Certo, parto avvantaggiata, perché ci sono tante parole simili all'inglese e al tedesco, quindi diciamo che sono come una bimba di 4-5 anni, già bilingue di altro magari.
Poi dopo questa overdose do un'occhiata veloce a come si scrivono le cose, le appunto su un quaderno, ma non le studio, sono là, non ho ancora deciso come affronterò lo scritto.

Poi c'è la questione ciccia!
Dopo i 3.5kg presi durante le vacanze, ora sono tornata alla mia solita dieta veganasana, con concessioni per il fine settimana, perché perché a Murcia, udite udite, hanno aperto un altro ristorantino vegano  https://www.facebook.com/eljardindelosdragones
Così mi faccio insalatone durante la settimana, e poi un giorno a settimana botta di vita: burger, salsicce, patate in varie salse, crocchette (mancano varie foto perché ci sono arrivata un po' affamata).


A Murcia come sempre a settembre piove per 2-3 giorni, e la città si allaga, perché il resto dell'anno non piove mai mai, e quindi i chiusini e gli scoli non se li fila nessuno e certi viali della città si trasformano in canali veneziani, la gente si fa prendere dal panico, non si esce di casa.
Io, che amo l'autunno che qua però non esiste, in questi rari giorni piovosi mi siedo in veranda con una tazza di tè, e sono gli unici momenti in cui riesco a stare ferma, a meditare.


Poi c'è il ritorno al lavoro, gli esami di inglese per 120 studenti, per molti dei quali come vedete qua sotto l'inglish è molto importante. Ne abbiamo bocciati il 70% credo, perché in Spagna purtroppo è così, molte persone credono di poter arrivare all'intermedio B1 richiesto per accesso a master e simili studiando una settimanella prima dell'esame.


Quest'anno causa epidemia di gravidanze fra colleghe siamo rimasti in pochi prof. e io, essendo una delle più veterane, ho infine un orario che mi piace. Uscirò ben due giorni a settimana alle 6 di sera, cioè, potrò aver un minimo di vita sociale pomeridiana, potrò cenare al mio amato orario nordico, vedrò tramonti non dalla finestra della mia classe.  
Ieri quando tornavo a casa dopo averlo saputo facevo i salti di gioia.


Poi per non farmi mancare nulla, e per solidarietà coi miei genitori che in Italia stanno affrontando i lavori a casa, ecco, serranda rotta, e tenuta su con manico di scopa. Calcolando che fino a una settimana fa faceva 45º immaginatevi che piacere non poter aprire e chiudere la finestra.

Ora emergenza rientrata, dopo quella dell'invasione di formiche, del computer che abbassava il volume da solo ...

Mica può andare tutto bene, sennò ci si annoia!

3.8.14

Barcellona è ...


È una Plaza de Toros trasformata in centro commerciale.
Sono felice per i tori risparmiati, un po' meno per il consumismo spendiespandi, che s'impossessa di tutto. La prossima piazzadimorte si potrebbe convertire in centro culturale, no?



È una mattina sveglie presto presto, quando tutto l'ostello dorme ancora, a goderci la città semivuota.
Ci sono solo amanti del fitness che corrono su per le scalinate di Montjuic.
Noi prendiamo le scale mobili, ascoltiamo di straforo una guida e scopriamo che le 4 colonne rappresentano le 4 righe della bandiera catalana e poi, ovviamente, giriamo a destra invece che a sinistra e ci perdiamo.




È l'entusiasmo da bimbetta sul teleferico, scendendo dal Castello di Montjuic.
Che dura troppo poco. Casperi. Per 7.50€ potresti durà pure un po' di più.
Che io so' tirchia, come i catalani, come i genovesi, come gli scozzesi.
Che altre nazionalità sono considerate taccagne al mondo?



È un'altra carramba che sorpresa, rincontro con Alexis, ex alunno mio, ex erasmus a Roma, e un pomeriggio a parlà romanaccio. Mai detti così tanti ahoooooo.
Andiamo al Tibidabo, altre viste, cielo cupo, nuvoloni che ci inseguono ma che, per il momento, ci risparmiano.



È plane-spotting, che Alexis lavora a Vueling e ci porta in questo posto segretissimo dove quasi quasi tocchiamo gli aerei con un dito e ogni atterraggio ci ipnotizza e ci fa sognare di essere (stati) altrove.


È cibo vegano di tutti i tipi, che non c'è neanche tempo di fotografare tutto per l'ansia di magnà.
Vegani in visita a Barcellona, eccovi qua tre posticini non male:

Gopal (niente foto, troppa fame) Carrer Còdols, 1
Molto rustico, fast-food da portare via, 100% vegano. Ci sono solo 3 tavolini e si riempie a dismisura.
(Aggiornamento al 2016: i tavolini non ci sono più, ma camminando giusto 5 minuti si arriva al porto e ci sono delle belle panchine). Hanno un sacco di tipi di burger, patate, crocchette, insalate, tortilla, torte, succhi, ghiaccioli, un po' di tutto. Sono molto hippy, molto attivisti. Provate la torta al cioccolato, buonissima!

The dog is hot http://www.thedogishot.com/t.index.html
Trovato per caso quando non lo cercavamo, non è un posto vegano, ma di tutti gli hot dog o quasi c'è la versione di tofu e si possono togliere/aggiungere ingredienti. La salsetta d'ananas è spettacolare, da tutto un nuovo sapere al tradizionale hot-dog.

Veggie Garden, Carrer del Àngels 3
Gestito da nepalesi che non parlano inglese a quanto pare, è snobbato dai turisti e pieno di gente del posto. Per 8.50€ ci si mangia il menu del día, 1º piatto, 2º piatto, acqua o vino, pane e dolce. Porzioni abbondanti, cucina tradizionale con tocchi esotici. Anche il locale è proprio carino. Consiglio come secondo il thali indiano! Yummie!
Usciamo rotolando.

 

È giochi d'acqua, luce e suoni che fanno alle fontane del Montjuic. 1000 volte meglio che i fuochi artificiali, che fanno morire di paura un sacco di animali. La zona gremita di persone, e noi che ci eravamo addirittura pettinate per uscire, causa umidità, vapori acquei e spruzzi torniamo in ostello coi capelli ReLeone io e carciofino Marghe.

Barcellona è anche tante altre cose, ore e ore a scarpinare, spalle bruciacchiate dal sole, un sacco di risate, momenti passati a osservare stili e abbigliamento (osceni) dei turisti di tutto il mondo, e graffiti, viuzze, negozietti indiani, pakistani, frutterie cinesi, gente di ogni dove, che corre, che cammina, che guarda, che ...


6.4.14

Gita culinaria 2: Elche + Alicante


Perché almeno 1 volta al mese bisogna evadere, oggi ce ne siamo andati ad Elche (http://it.wikipedia.org/wiki/Elche), con la scusa della gita culinaria.

A Elche ci passo sempre con il pullman da Valencia a Murcia, ma non mi ci sono mai fermata. 
È una città famosa per il suo palmeral, il palmeto dichiarato patrimonio mondiale dall'Unesco ma io lo associo alle prostitute di colore che fanno capolino fra le palme, e sembra di essere ad altre latitudini.

Ora però so che alcune di queste palme hanno più di cent'anni, e che solo le palme femmine fanno i datteri, e allora portano la panciera di metallo, che non è per mantenerle dritte, ma per evitare che ci salgano su i toponi, e facciano il nido in cima. I palmi maschi invece ondeggiano le chiome al vento, e il mare non c'è, ma quasi quasi lo vedi.

Noi soliti vegani siamo qui per provare il Vegetapa (calle Fossar, 20, en Ell Raval, https://www.facebook.com/Vegetapa), che ci saremmo dovuti andare il fine settimana scorso, ma eravamo tutti mezzi morti.



Mentre all'altro capo della tavola si dibatte di specismo, veganismo e politica, dal nostro lato si mangia, che i cervelli sono esauriti dopo una settimana di lezioni.
Prima patè di olive e tirabeques crudi, e per ricordarmi il nome penso ai tirabaci, ma in realtà sono taccole, o piselli mangiatutto, perché come dice il nome si mangia pure la buccia.

Poi i calçots, e pure qua per ricordarmi il nome penso alle calzette, ma sono una specie di cipollone mocho-vileda che si mangiano in Catalogna, e per chi preferisce c'è il passato di non-mi-ricordo-che, molto buono. Il piatto forte è la paella, e poi un assaggio di salamella vegetale. Per finire budino al cioccolato, o arroz con leche.

Io divoro tutto, che da quando nonna Marcella non c'è più il suo stomaco l'ho ereditato io.

David si sorprende sempre e mi ribattezza Poti Poti, perché gli ricordo un personaggio di un programma per bambini degli anni '80, un drago mangiafiori, che pensava solo a scofanare, e combatteva i nemici dandogli delle belle capocciate. Sì, sono proprio io, non c'è dubbio!


David invece, vegano da 14 anni, pare uscito da Matrix, a metterti di fronte alla terribile scelta:
salamella vegana o morte!


Per digerire passeggiamo per Elche, e mi faccio infilzare da una palma.
Saranno velenose?


Gira che ti rigira ci viene un po' di fame, e allora perché non fare un salto ad Alicante?
Fra poche settimane vengono mamma e papà in visita e ci fermeremo ad Alicante, quindi ripassiamo per il 3 semillas perché voglio assicurarmi della qualità dei dolcini e dolcetti.


E incredibilmente si è già fatta ora di cena, e ci basta attraversare la strada per essere al Vegan Point.
https://www.facebook.com/pages/Vegan-Point/202162539983870

Minilocalino gestito da due italiani di cui io e Dolcevita fatichiamo a capire l'accento (scommetto che sono piemontesi, e infatti sono di Novara), con Yolanda accalorata per la gnoccagine del cameriere e ammaliata dal seitan affumicato, e tutti noi altri ormai agli sgoccioli delle forze, abbiamo bisogno di provare un po' tutto il menù perché io sarò Poti Poti, ma gli altri non sono da meno.


E così si conclude la nostra seconda escursione culinaria, in un parco nel bel mezzo della città, a giocare al gioco di: fai volare un vegano. Eppure non mi sembra che ci abbiano dato da mangiarefunghi allucinogeni.


A volare non ci riesce nessuno, ma io oggi mi sono pesata, e dopo tutta la magnata di ieri faccio 100g in meno.

Super poteri vegani.