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8.8.14

Cardiff e St Fagans

Viaggio nel tempo a ritroso perché non mi bastano i minuti rubati al sonno per scrivere tutto quello che vorrei. Lancio giornate nel vuoto della rete, acchiappatele voi se potete, io sono già a domani.

C'è stato un secondo giorno a Cardiff che mi sembra un secolo fa, che siamo uscite io, Margherita e il gps dell'ipad, ma siamo riuscite a perderci lo stesso. Vagavamo per il centro in direzione sbagliata quando ci ha fermato un poliziotto, che oltre ad averci indirizzato sulla retta via, ci ha pure consigliato di andare a Saint Fagans.

Io ho preso nota sull'ipad, che poi sennò me lo scordavo, e sapevo di averne letto sulle pagine stampate della guida, ma chissà perché non l'avevo asteriscato come cosa da vedere.

In mattinata abbiamo girato per il centro a caccia di asterischi


 

A sinistra del Castello di Cardiff eccoci all' Animal Wall, anche questo disegnato dall'architetto Burges per lo scozzese Marchese di Bute.

C'è William la foca, Priscilla il pellicano, Martha and Oscar la scimmie, Larry la lince e Romulo e Remo i leoni. L'orso dagli occhi DON'T blink (solo gli amanti di Doctor Who capiranno) non lo so come si chiama. Dopo la costruzione del muro nel 1931, l'autrice gallese Dorothy Howard Rowlands scrisse una serie di storie basate proprio sulle avventure notturne di questi animali.





Dopo i vagabondaggi in centro alla ricerca di cibo abbiamo infine deciso di seguire il consiglio del poliziotto, e approfittare della giornata di sole per andare a visitare St Fagans.

Si tratta di un immenso museo etnografico all'aria aperta, che comprende una serie di edifici che furono smontati pietra per pietra e portati qui, specchio delle vita rurale e successivamente industriale del Galles.

Ci sono case e fattorie, una chiesa, una scuola, granai, botteghe dei vari mestieri (conciatori, sarti, ...), negozi e magazzini, mulini, un centro sociale, un ufficio postale ecc.

Il tutto completamente gratis, a disposizione dei cittadini e della famiglie, e delle scuole che ci portano in gita i bambini. Anche per noi è stata una gita d'istruzione, ci siamo godute il sole, la tranquillità, il gusto di perderci e scoprire un altro edificio ancora, e immaginare altre vite, altre storie.


Perse nel verde



La mano del diavolo ... E noi due siamo entrambe mancine ...


Controllo di ordine e pulizia superato? ... Insomma, siamo un po' hippy ... 

 
Centro sociale (per i minatori)


Ufficio postale


I negozi ... Ma che belle le cose di latta!


E per non finire così, Nigel (il couchsurfer che ci ha ospitato) gentilissimo, ci ha preparato una cenetta crudivegana sanissima.



















Castle Coch

Altra sveglia all'alba perché, fortuna del viaggiatore a casaccio, giusto fuori Cardiff vivono Dave e sua moglie. Lui lavora in Italia con il ragazzo di Marghe e si offrono gentilmente di portarci fino a Castle Coch, dove loro ne approfitteranno per passeggiare coi loro pelosissimi husky e noi avremo tempo di visitare il Castello Rosso.

 

Il castello si trova in cima ad una collina che dà sul villaggio di Tongwynlais (5 miglia da Cardiff), immerso in un bosco di faggi. (Non sono diventata un esperta di alberi, l'ho letto su wikipedia).
Il castello fu voluto dal terzo marchese di Bute, uno degli uomini più ricchi del mondo ai suoi tempi, scozzese, e per questo mi piace anche di più.
Ho letto talmente tante informazioni turistiche negli ultimi giorni, e dal miscuglio confuso nel mio cervellino viaggiatore pesco dettagli e li completo con le informazioni che ci danno Dave e la moglie e quelle che leggiamo nelle varie sale.




Le sale del castello sono decorate con scene delle favole di Esopo, e immagini di fiori ed animali lo rendono ancora più castello delle favole. 

Le tre Parche attendono e filano sul camino della sala grande, e vari Santi Scozzesi adornano la cappella.

 

Io e Marghe decidiamo che se questi castelli fossero nostri, lei principescamente si prenderebbe questo e io, più rude e guerriera mi terrei il più minimalista Caerphilly.


Questa sarebbe la mia camera da invitata.

 

Invece Marghe avrebbe la sua stanzona da Marchesa con le sfere di cristallo sul letto e il superlavandino.


Faremmo dei pranzi vegani a questa tavolata.

 

E poi ci distenderemmo per terra in salone sui tappeti a guardare il soffitto.


Poi lei mi saluterebbe dalla finestra e io me ne ritornerei nel mio, di castello.


Sound like a plan, right?














7.8.14

Caerphilly

Oggi mi sono svegliata all'alba, con l'adrenalina delle cose da vedere e quelle ancora da organizzare.
L'itinerario fluttua, e tocca quadrare le tappe ora che siamo ferme, ma ci sono ancora due castelli ad aspettarci.

Oggi si va a visitare il Caerphilly Castle, che si trova nell'omonima cittadina, a 4 fermate di treno da Cardiff, nella valle Rhymney. 


Partiamo con gli zaini pieni di biscotti e in 20 minuti approdiamo nel Medioevo.




A fare la guardia al castello decine e decine di oche, papere e corvi affamati.




Un'ora la passiamo a girare intorno alle mura di questo castello piantato nel bel mezzo della città, e a fotografare la fortezza da tutti gli angoli, perché ahimé sembra chiusa. Ma non lo è, siamo semplicemente dal lato sbagliato.

Da fuori si dubita sempre: vale la pena pagare i 5.50£ del biglietto?
La risposta è sì. All'interno il castello è immenso e, come da copione, ci perdiamo salendo e scendendo scale a chiocciola, attraversando sale, girando angoli.
In fondo questo castello è il secondo più grande della Gran Bretagna dopo Windsor, 12 ettari di mura concentriche, laghetti artificiali e fossati.

 



Una foto qua, una foto là, pochi turisti, e scopriamo che il castello è stato luogo di intrighi amorosi, di un re che ripudiò e allontanò la sua regina, che esiliata in Francia tornò alla carica con il suo amante, che poveraccio fu fatto a peperini (impiccato, squartato e chi più ne ha più ne metta).


Ci hanno pure girato vari film ed episodi di varie serie, ma questo Castello non è mai stato residenza reale.

A Caerphilly ci bacia il sole, nonostante le previsioni gufassero pioggia e ci abbronziamo sul prato, mangiando pane e yogurt (di soya).


A Caerphilly scrutiamo la città dall'alto, individuiamo i negozi che ci interessano e ci diamo allo shopping vegano.
Da Superdrugs ci droghiamo provandoci tutte le creme per scegliere quali comprare ...


E Marghe impazzita fa piroette sul prato.


A Caerphilly è quando ci rendiamo conto che i giorni di viaggio che ci restano sono troppo pochi per tutto ciò che vogliamo vedere, e ci consoliamo con un'altra cenetta indiana al ritorno a Cardiff, dopo un'ulteriore lunghissima passeggiata per il Bute Park.


Overdose di verde, di stanchezza e di felicità.



6.8.14

Croeso i Gymru

Ed eccoci qua, nuovo Paese, nuova città.

La mia anima scozzese si rifiutava di calpestare suolo inglese, così cominciamo dal Galles e poi vedremo come va.

Cardiff, meta scelta a casaccio, perché non lontana da Bristol, dove atterriamo dopo esserci svegliate all'alba dei morti viventi a Barcellona, per prendere un aereo da Girona. Scarpiniamo di notte in una Barcellona ancora pienissima di gente ...


 ... E poi 13 ore per arrivare in Galles, che ci accoglie con nuvoloni che non promettono niente di buono e verde verde verde, che vivendo a Murcia non ci siamo più abituate.


Ad aspettarci c'è Nigel, couchsurfer vegano che ci ospiterà per 4 giorni, e dopo una doccia ristoratrice siamo pronte ad esplorare la città. Le nuvole ci fanno la grazia e allora decidiamo di cominciare il giro da Cardiff Bay. http://en.m.wikipedia.org/wiki/Cardiff_Bay

Dopo la II Guerra Mondiale questa zona era stata abbandonata e lasciata all'incuria, ma dal 1987 in poi è stata rivalorizzata e ripulita ... gli ecologisti erano contrari, perché inondando la zona si è perso l'habitat naturale di molte specie. Io lo leggo solo ora, ma durante la lunga passeggiata mi sorprende ritrovarmi su un lung(hissim)omare pulito, curato, pieno di gente a passeggio a godersi la giornata alla fine di sole.




Pierhead Building, con torre dell'orologio soprannominata il Big Ben del Galles.


Chiesa Norvegese, costruita - racconta Wikivoyage - per venire incontro al gran numero di marinai norvegesi che lavoravano al porto. Si dice che in questa chiesa fu battezzato lo scrittore Roald Dahl.


Il mare un po' grigio e un po' rosa.

Cardiff è pure la città dove sono stati girati un sacco di episodi di Doctor Who, serie che non seguo e di cui non sapevo nulla fino a pochissimi giorni fa, eccetto la connessione con le cabine blu della polizia. Ci sono fan sfegatati che vengono a Cardiff solo per seguirne le tracce, io lo farei per Sherlock, ma the Doctor non mi attira, nonostante i due episodi visti stasera per capirci qualcosa.


Dopo la lunghissima scarpinata invitiamo Nigel a cena, per ringraziarlo per l'ospitalità.

Ristorante indiano a gestione familiare, dove le nonne indiane siedono su 2 poltroncine all'entrata e ti scrutano, e secondo me scommettono su chi ce la farà a finire il piattone di cibo misto, vegano e piccantissimo che ci trasforma in 3 draghi sputafuoco, simbolo del Galles.

 

E vantaggi del couchsurfing: se fossimo venute da sole, se fossimo state in un ostello, probabilmente la passeggiata al porto l'avremmo interrotta a metà, sicuramente non avremmo mai mangiato in questo fantastico ristorante http://www.vegetarianfoodstudio.co.uk, né avremmo gironzolato tranquille e rilassante, senza preoccuparci almeno un giorno di non perderci.
Né avremmo visitato la zona dei canali, che è dove alloggiamo, appena fuori dal centro.

 

E l'avventura continua ...